Dopo il secondo tempo nel primo giorno di prove, Franco Morbidelli non si esalta troppo e ricorda a tutti le difficoltà incontrate finora dalla M1.
La prima giornata di prove in Indonesia è finita con una doppietta Yamaha, cosa che dopo la prima gara in Qatar sembrava impensabile. Fabio Quartararo nel finale di turno ha portato in testa la M1 stabilendo il record del neonato tracciato in 1’31″608, precedendo per soli 30 millesimi il compagno di box Franco Morbidelli. Una grande prestazione per l’italo-brasiliano, che è sembrato fin da subito a suo agio tra le curve di Mandalika.
Quello che convince è anche il passo dei due del team ufficiale Yamaha, decisamente migliore rispetto alla concorrenza e in particolare delle Ducati, ad oggi le moto da battere. Ma soprattutto un segnale di risveglio dopo tante difficoltà.
Dopo un 2021 vissuto sulla scia dell’infortunio alla gamba e la conseguente operazione che lo ha condizionato fino alla fine, Morbidelli ora è tornato al 100% e, come promesso, si è avvicinato al compagno di scuderia campione del mondo. In Qatar un esordio da dimenticare, come per tutte le Yamaha, indietro sia come velocità di punta che come maneggevolezza. Stavolta però il tracciato ha aiutato le M1, che sono lì davanti.
Ma siamo solo al primo giorno di prove, è vero. Ma il pilota italiano è comunque soddisfatto, come ha detto alla stampa al termine della giornata. In particolare per il fatto di aver compiuto due sessioni sempre davanti come non accadeva da tempo, sia con gomme usate che con quelle nuove. Aspetto questo da non sottovalutare, non solo in chiave qualifiche ma anche per la gara di domenica.
“Siamo tutti molto contenti nel box, anche se è solo venerdì e bisogna capire come migliorare”, ha tenuto a precisare Morbidelli, cosciente che è troppo presto per parlare di una vera riscossa Yamaha. C’è ancora da lavorare e poi la pista, che andrà a velocizzarsi nelle prossime sessioni, potrebbe portare in avanti anche le altre concorrenti. “Non mi sono abbattuto in Qatar e ora non mi gaso dalla bella performance di oggi – ha detto -. Siamo consapevoli che c’è ancora del lavoro da fare”.
Morbidelli poi che ha fatto un paragone molto particolare per analizzare quanto passato lo scorso anno e la situazione attuale. Infatti ha definito il 2021 come una stanza buia, mentre il 2022 nel team ufficiale è inteso come una stanza con le finestre chiuse, che aspettano solo di essere aperte. E sta proprio a lui, a Quartararo e tutti il team trovare il modo di farlo in maniera definitiva. Perché per oggi a Mandalika un po’ di sole è passato tra le serrande, ma non basta.
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