Il ritorno di Suppo in MotoGP: “Vi dico perché ho accettato”

Dopo quattro anni di assenza torna nel paddock della MotoGP Suppo nelle vesti di responsabile del team Suzuki. Ecco il motivo del rientro.

Uomo simbolo di Honda e Ducati Livio Suppo è tornato a sorpresa nella MotoGP. Dopo aver lasciato la compagnia nel 2017 altrettanto repentinamente, il manager torinese ha ceduto alle lusinghe della scuderia Suzuki Ecstar e si appresta a guidare Alex Rins e Joan Mir, a caccia di un secondo mondiale dopo quello vinto nel 2020.

Livio Suppo (Suzuki Ecstar Twitter)
Livio Suppo (Suzuki Ecstar Twitter)

Stanco di stare lontano dalla frenesia del motomondiale, il dirigente ha trovato un ambiente abbastanza cambiato, ma soprattutto moto più vicine nelle prestazioni con buona pace dello spettacolo.

Devo congratularmi con Dorna e Msma“, ha affermato in una video intervista. “Hanno fatto un grande lavoro, specialmente con l’introduzione di un unico fornitore del software. Certamente per i piloti è diventato difficile emergere perché il livello della competizione è sempre più alto, ma questo allo stesso modo è molto entusiasmante“.

Suppo come un divo del cinema

Per spiegare le ragioni del comeback il piemontese ha citato Steve McQueen. “Lui diceva che le gare erano la sua vita e tutto il resto attesa. Quando cresci con una passione del genere è dura smettere“, ha dichiarato ben felice di rivivere le ansie e le gioie della MotoGP. “Non vedevo l’ora di essere in Qatar“, ha aggiunto entusiasta per far comprendere il suo desiderio di rientrare in gruppo.

Poco preoccupato per la sua lunga assenza perché “vent’anni d’esperienza non si cancellano“, l’ex boss di Stoner non dovrà faticare neppure ad allacciare i rapporti visto che alcuni membri dello staff dell’equipe nipponica sono a lui noti.

Dovrò comunque entrare ascoltando tutti e farò del mio meglio per fare un buon lavoro e adattare il mio stile al loro, cercando di apportare qualcosa che derivi dal mio know-how“, ha confidato a proposito dell’approccio che adotterà.

Ricordando come l’approdo in Honda fu pieno di punti interrogativi tra un metodo di lavoro differente rispetto a quello di Borgo Panigale e una cultura altrettanto diversa, il 57enne ha sgombrato il campo da qualsiasi timore.

Alla fine tutte le aziende del mondo sono composte da persone e finora con i membri del team non si sono stati problemi“, ha puntualizzato esaltando l’attuale line-up, dimostratasi capace di fare bene.

Passando all’aspetto tecnico, anche la GX-RR ha dato morale a Livio, convinto che il 2022 rappresenterà una buona occasione per raccogliere i risultati mancati il campionato scorso. “Mi sembra sia stato fatto un passo avanti. Entrambi i piloti mi sono parsi contenti dopo i test“, ha chiosato l’obiettivo iridato nella testa.