Da quest’anno la Red Bull non avrà più un fornitore ufficiale del motore. Il boss Horner spiega nel dettaglio come si muoverà il team.
A ottobre 2020 quando il Circus era ancora sconvolto e travolto dall’emergenza pandemica Honda sorprese tutti annunciando che al termine della stagione 2021 avrebbe salutato la compagnia, indipendentemente dai risultati raccolti. La ragione, principalmente, l’interesse di perseguire una strategia ambientalista volta a ridurre a zero le emissioni entro il 2030. Una motivazione che generò parecchie domande visto che nel frattempo la Casa di Sakura rendeva noto un accordo addirittura decennale con la IndyCar.
A rimanere beffate da questa improvvisa decisione che, tuttavia, non deve stupire considerato che il costruttore nipponico è un habitué di simili atteggiamenti, la scuderia energetica e l’Alpha Tauri.
Impossibilitate a trovare una soluzione alternativa, le due realtà hanno dovuto chiedere aiuto alla concorrenza e alla FIA che, d’accordo, hanno accettato di congelare lo sviluppo delle power unit al 2025, anno in cui avverrà l’ennesima rivoluzione.
Per far fronte a questa situazione e gestire i motori che Honda gli cederà senza etichetta, la Red Bull ha allargato la propria fabbrica di Milton Keynes, creando un reparto ad hoc che dovrebbe essere ultimato entro maggio/giugno.
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Stando a quanto dichiarato a RacingNews365.com dal responsabile Christian Horner, le unità verranno comunque assemblate in Giappone e da lì arriverà l’assistenza tecnica. Trattandosi di una materia inedita per un gruppo che produce bibite, a fine febbraio lo staff del motorista, quello che finora si era occupato del programma F1, si trasferirà in Inghilterra per seguire i lavori direttamente dal quartier generale dell’equipe. Masashi Yamamoto, addetto al progetto motorsport, diventerà consulente.
Le PU, come detto, non sfoggeranno più la denominazione del produttore giapponese sebbene, come riferito dal boss britannico, essendo ancora in essere una collaborazione tra le parti, non sarà del tutto invisibile.
Il team è reduce da un mondiale piloti vinto con Verstappen dopo una supremazia Mercedes cominciata nel 2014. Per quanto riguarda l’azienda di Sakura, era dall’epoca di Senna a cavallo tra fine a anni ’80 e inizio ’90 che non saliva così tante volte sul gradino più alto del podio.
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