Dopo un 2020 terribile, a Ferrari si sono rimboccati le maniche. Tanti gli investimenti fatti per colmare il gap su Mercedes e Red Bull.
A partire da Spa 2019 la Rossa aveva dato l’illusione ai suoi fan di poter ambire a qualcosa di più dei semplici podi. Le vittorie di Leclerc in Belgio e in Italia, e l’ultima per il Cavallino di Vettel, avevano fatto ben sperare. Ed invece, al contrario, furono soltanto l’inizio del tracollo.
La punizione della FIA per le presunte irregolarità del motore della SF90 colpì il team in maniera particolarmente pesante e come tutti ci ricordiamo l’anno successivo ha rappresentato uno dei momenti più bui per la Ferrari di epoca moderna. Sesta tra i costruttori e mai protagonista, la scuderia ha cercato di mettere una pezza per il transitorio 2021 riuscendoci pur senza brillare. Terza tra le marche e con quattro top 3 conquistate durante la stagione si è perlomeno salvata dalla vergogna. Ma ora, per il rivoluzionario 2022 urge una sveglia.
Va detto che dopo vari proclami il boss Mattia Binotto nelle scorse settimane ha rivisto gli obiettivi. Non più lotta per il titolo. Solo la conferma di quanto fatto nel recente passato e al massimo qualche vittoria di gara.
Non certo ciò che vorrebbero i tifosi, tuttavia, è già qualcosa e per arrivarci in zona Modena hanno cercato di investire il più possibile nelle nuove tecnologie. Ad esempio il simulatore è stato appena rinnovato e sperimentato già per gli ultimi due GP del campionato scorso.
Ferrari può esultare, una statistica la incorona: è già da mondiale
“Si tratta solo della punta dell’iceberg, ma c’è ancora molto da migliorare in termini di galleria del vento, calcoli e gestione gomme“, le parole del dirigente italo-svizzero al sito ufficiale della F1, convinto che la correlazione tra i dati emersi in fabbrica e in pista sarà fondamentale per l’esito del primo mondiale con le wing car.
E se molto si sta lavorando nel dietro alle quinte, pure sul fronte power unit si è creata grande attesa. Il propulsore ibrido alimentato con carburante E10, dunque dotato del 10% di etanolo, toglierà circa 20 cv alle monoposto e per questo sarà necessario trovare delle soluzioni per compensare. “Ciò che conta è crescere e diminuire il divario dalla concorrenza“, ha sostenuto il manager identificando nel regolamento modificato una chance per tornare a conquistare delle pole position e dei successi di corsa. Difficile, però, che potremo vedere Charles e Carlos Sainz infastidire Hamilton, Russell e Verstappen. Per quello ci dovremo rivolgere al futuro. Ancora una volta. E la sensazione è che si rivivrà un lungo digiuno iridato come fu quello tra la coppa di Scheckter del 1979 e quella di Schumacher del 2000.
L'industria automobilistica italiana affronta sfide significative nel 2025, con la transizione all'elettrico, i costi energetici…
La carriera di Valentino Rossi lo vede ormai del tutto impegnato nel mondo delle quattro…
Nel 1997, Juan Pablo Montoya si distingue in F3000 con la RSM Marko, affinando una…
La Xpeng P7+ 2026, berlina sportiva e auto di famiglia, debutta in Europa con un…
La nuova berlina elettrica Xpeng P7+ promette un'esperienza di guida rivoluzionaria grazie all'intelligenza artificiale, con…
Aprilia svela le nuove livree per la MotoGP 2026, guidate da Marco Bezzecchi e Jorge…