Scatto deciso nelle seconde libere di Verstappen. Hamilton in difficoltà e insidiato anche da Perez. Le Rosse prime inseguitrici ma da lontano
Cambia la pista, ma il risultato non cambia. E’ sempre Red Bull contro Mercedes, anche in Messico. Solo che stavolta, alle loro spalle, hanno fatto il vuoto. In particolare il vuoto lo ha fatto Max Verstappen, autore del miglior tempo di giornata.
Il ritmo imposto dall’olandese è stato di quelli importanti. Mezzo secondo rifilato a Valtteri Bottas e a Lewis Hamilton, oltre che al compagno in Red Bull Sergio Perez. Ma a spaventare è stato anche il ritmo gara: Verstappen infatti ha girato sulle medie attorno all’1’21, mostrando anche qui un certo vantaggio sulle due Mercedes, che hanno faticato a raggiungere gli stessi tempi su soft e hard. Anche se, come sappiamo, le due W12 di solito in gara con la gomma più dura hanno sempre mostrato un certo vantaggio sulla concorrenza per tutta la stagione.
Quello che deve preoccupare Hamilton è più che altro il bilanciamento della Mercedes, velocissima sul dritto ma che paga molto nella parte più guidata del circuito messicano rispetto a Verstappen. Servirà sicuramente uno step di crescita ulteriore per le qualifiche. Anche perché con un Perez così vicino, e galvanizzato dal correre davanti al pubblico di casa, il rischio di ritrovarsi dietro è concreto.
Alle spalle di Red Bull e Mercedes c’è il vuoto. O quasi. La Ferrari è la prima tra le scuderie “umane”, con Carlos Sainz Jr. costantemente più veloce di Charles Leclerc, che nel finale delle FP2 ha anche avuto dei problemi sulla sua monoposto. Un secondo il distacco delle Rosse dalla vetta, ma nella lotta stavolta a inserirsi è stato un ottimo Pierre Gasly, he può essere l’outsider di turno in Messico. Rosse buone sul passo, ma insidiate proprio dal francese dell’Alpha Tauri.
Scuderia “sorella” della Red Bull che può sicuramente festeggiare vista la prestazione altrettanto positiva di Yuki Tsunoda, autore dell’ottavo tempo davanti a tre campioni del mondo come Sebastian Vettel, Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, con quest’ultimo che scatterà dall’ultima fila per la sostituzione della power unit. Inizio troppo soft per le McLaren, con Lando Norris e Daniel Ricciardo rispettivamente dodicesimo e quindicesimo. Troppo brutto per essere vero.
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