Ernesto Maserati, il costruttore-pilota che fece grande l’Italia dei motori

Nato il 4 agosto del 1898, Ernesto Maserati creò insieme ai fratelli l’azienda entrata nel mito delle corse. E fu anche lui a guidarla, in tutti i sensi

Una Maserati in pista nel 1938 (Photo by David Savill/Topical Press Agency/Getty Images)

Era il 4 agosto del 1898 quando a Voghera nacque Ernesto Maserati, che negli anni a seguire fece nascere un’azienda simbolo in Italia e non solo.

Maserati, l’azienda di famiglia e la passione per le corse

Ernesto iniziò la propria attività lavorativa già a 16 anni, quando insieme ai fratelli Alfieri ed Ettore creò a Bologna un’officina specializzata in elaborazioni di motori Diatto e Isotta Fraschini. Gli impegni però diventarono rapidamente più importanti: durante la Prima Guerra Mondiale si ritrovò infatti da solo a gestire l’azienda, visto che i fratelli furono richiamati al fronte.

Ernesto Maserati continua con dedizione, impegnandosi anche come meccanico sulle auto portate in gara dal fratello Alfieri. Ma è negli anni Venti che culla il grande sogno, quello di diventare pilota. Ci riuscì nel 1924, ottenendo tre anni dopo il campionato italiano piloti alla guida di una Maserati Tipo 26, e bissò il successo nel 1930. Nel 1931 prese parte al GP di Francia con una Maserati 26M insieme a Luigi Fagioli ma fu costretto al ritiro dopo 45 giri per un problema ai freni.

I successi sportivi e l’addio all’azienda

Con la morte di Alfieri, avvenuta nel 1932 dopo un intervento chirurgico per salvare l’unico rene rimasto, la Maserati passò a Ernesto, che così abbandonò definitivamente la carriera di pilota per concentrarsi sull’azienda da gestire insieme ai fratelli Bindo ed Ettore.

Già nel 1933 per la Maserati i successi in pista erano rilevanti. Giuseppe Campari in Francia ottenne il primo trionfo del marchio in una delle Grandes Épreuves, Tazio Nuvolari si aggiudicòa il GP del Belgio dopo essere partito per ultimo e lo statunitense Whitney Straight a Brooklands diventò il primo driver non europeo a conquistare una gara rinomata per il brand emiliano.

A sconvolgere le carte arrivarono le tedesche Auto Union e Mercedes, che portarono poi Ernesto e i fratelli a lasciare nel 1937 tutto nelle mani dell’imprenditore modenese Adolfo Orsi. Liberi dal fardello gestionale, i fratelli Maserati rimasero in azienda ancora per dieci anni, dove progettarono, tra le altre, la mitica 8CTF, la prima auto italiana ad aggiudicarsi la prestigiosa 500 Miglia di Indianapolis (1939 e 1940, pilota Wilbur Shaw).

Poi, dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’addio definitivo alla loro azienda per crearne una nuova, la OSCA. Per la quale Ernesto lavorò fino alla fine, nel 1975.

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Roy Salvadori in pista con una Cooper Maserati nel 1955 (Photo by Central Press/Getty Images)