Il giorno in cui Valentino Rossi entrò (ancora di più) nel mito della MotoGP

Il 31 luglio del 2005, esattamente sedici anni fa, Valentino Rossi iscriveva il suo nome tra i migliori di tutti i tempi nel Motomondiale

Valentino Rossi in pista nel 2005 (Photo by China Photos/Getty Images)

“I’m sorry, Mike”. Così recitava la bandiera che Valentino Rossi sfoggiò il 31 luglio del 2005 in mondovisione dopo il GP di Germania. Al Sachsenring infatti il Dottore raggiungeva quota 76 successi in carriera, gli stessi di un mito del motociclismo come Mike Hailwood.

Rossi, un GP folle come lui

Una gara “alla Rossi” quella del Sachsenring, che arrivava una settimana dopo il trionfo del campione di Tavullia sul bagnato a Donington Park. Il decimo round della stagione 2005 coincideva con il 150° GP di Rossi, e fu subito caos: al quinto giro una caduta di John Hopkins causò l’interruzione della gara, visto che la sua Suzuki era rimasta pericolosamente in pista.

Dopo una qualifica non buona, il pilota italiano recuperò fino alla seconda posizione e alla ripartenza cercò subito di mettere sotto pressione Nicky Hayden, che era in testa. Al secondo giro il sorpasso, ma i due non avevano fatto i conti con Sete Gibernau, che in un giro andò a passare entrambi per mettersi al comando. Ma, come ogni rappresentazione di Rossi, il meglio arrivò nel finale. Il Dottore partì prima all’attacco di Hayden e poi, all’ultimo giro, il sorpasso a Gibernau anche grazie a un errore alla prima curva dello spagnolo.

Per Rossi fu la vittoria in carriera numero 76, quella che gli permise di issarsi al terzo posto della classifica dei vincitori di sempre, a pari merito con un mito come Mike Hailwood, che omaggiò nel giro d’onore.

Un Rossi che guidava “oltre i problemi”

“Ho fatto una bandiera speciale per chiedere scusa a Mike Hailwood per averlo raggiunto a 76 vittorie in GP, perché è sempre una delusione quando un altro pilota ti raggiunge”, spiegò poi il Dottore a fine gara dopo l’ennesimo record messo in cascina.

Ma in realtà quello fu un gran premio difficile per Rossi, che stava comunque dominando il Mondiale. E lo spiegò lui stesso: “È stato senza dubbio un fine settimana difficile. Venerdì siamo arrivato con un assetto che non andava bene per questa pista ed abbiamo dovuto affrontare grossi problemi. La squadra e la Yamaha hanno fatto un lavoro fantastico per recuperare da quella difficile situazione ed hanno lavorato passo dopo passo per risolvere i problemi. Anche la gara è stata dura, eravamo veloci in alcuni punti e più lenti in altri, ma la moto andava bene dopo tutto il lavoro fatto ieri“.

Segno che Vale ci metteva tanto del suo per superare i problemi della sua M1 proprio nel momento in cui la moto sembrava non assecondarlo. E viene da pensare a quanto accade invece oggi, quando questo riesce ad altri fenomeni come Marquez e Quartararo, mentre a Rossi viene sempre più difficile.

Allora per lui cominciava una lunga pausa, oggi siamo quasi alla fine delle vacanze. Rossi nel 2005 era nel pieno della sua carriera, oggi al tramonto. Ma forse ha ancora in serbo qualcosa, una gara come questa, per regalarsi uno degli ultimi lampi di una carriera comunque straordinaria.

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Il Dottore sul podio nel 2005 (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)