Assicurazione auto: si può pagare a rate?

Viaggiare sicuri, ancora di più d’estate quando si è più propensi, sotto l’influsso della bella stagione e la voglia di stare all’aria aperta, a percorrere tratti più lunghi, è importante. Viaggiare sicuri significa nella maggior parte dei casi spostarsi in auto: il mezzo di trasporto preferito degli italiani, che amano avere dietro non solo le valigie ma anche tutti quegli oggetti che tanto fanno comodo, ancora di più quando si hanno bambini al seguito.

 

Viaggiare sicuri significa muoversi con un’autovettura che ha fatto i controlli periodici necessari e l’adeguato cambio gomme, non solo quando si fanno tratte più impegnative. E avere un’assicurazione auto che lasci la libertà di muoversi senza pensieri durante qualsiasi tratta, anche in quella quotidiana che ci porta da casa al lavoro e ancora di più quando si è più a rischio di sinistri e, indovinate un po’, si tratta dei momenti di vacanza o delle tratte a lunga percorrenza: le strade che meno si conoscono rappresentano, con tutte le loro incognite, un rischio maggiore, nonostante si guidi con prudenza.

Una buona assicurazione, soprattutto se si parte da una classe di merito alta o non si ha modo di poter godere dei vantaggi del Decreto Bersani, può avere un costo economico anche decisamente non basso, proprio come l’acquisto del mezzo motoristico. La domanda, quindi, in un’epoca come quella attuale in cui l’acquisto della maggior parte dei beni di consumo presenta un dilazionamento, sorge spontanea: è possibile per l’assicurazione auto pagare a rate? La risposta è affermativa e quindi sì, in alcune situazioni contrattuali si può concordare un pagamento rateale. Vediamo meglio di cosa si tratta.

L’attuale contesto assicurativo: una fotografia

Il pagamento rateale per quanto riguarda la RC auto (ma anche moto) è stato introdotto in Italia da qualche anno, un’innovazione rispetto alle due soluzioni classiche che si potevano riscontrare: il pagamento in un’unica soluzione e quello con due scadenze, entrambi con un servizio annuale.

Con l’introduzione della legge che regola il tacito rinnovo, abolito dal 2013, che prevede la possibilità di ridiscutere ogni anno il proprio contratto assicurativo e di cambiare non solo condizioni ma anche compagnia, il mercato assicurativo ha ricevuto una nuova spinta, in consonanza con tutti quei cambiamenti delle abitudini di consumo che abbiamo sotto gli occhi ormai da tempo. Questo significa che ogni anno il titolare della polizza auto può trovare sul mercato le condizioni assicurative ideali rispetto alle proprie necessità.

La pandemia ha cambiato non poco il mercato assicurativo che ha ricevuto un’ulteriore spinta per quanto riguarda il settore online, in linea con le attuali tendenze di mercato, ma non solo: con il lockdown del 2020 e le successive parziali chiusure è fortemente calato il numero dei sinistri con punte di ribasso che hanno toccato addirittura il 40%. Questo ha portato le assicurazioni oltre che a cambiare le opportunità di servizi (investendo nel web), anche ad abbassare i prezzi.

Le RC auto a rate si inseriscono in questo contesto. E mentre prima era una rarità trovare questa opzione di pagamento oggi sempre di più le compagnie tendono a proporre al cliente la possibilità di essere lui il protagonista dell’accordo, trovando la soluzione più adatta alle proprie esigenze, anche dal punto di vista della rateizzazione.

Come funziona una polizza a rate

Le assicurazioni a rate funzionano nello stesso modo di un qualsiasi sistema di prestito finalizzato. Il pagamento delle rate, dunque, viene fatto a una società di credito (generalmente una finanziaria o simili) che poi si relaziona con la compagnia. Niente di diverso da quello che avviene in altri casi di pagamento a rate dell’epoca attuale.

Quindi, in sintesi: l’assicurato si rivolge a una compagnia assicurativa e attraverso di essa a una società di crediti. Questa anticipa il pagamento della polizza. L’assicurato rimborsa alla società assicurativa il prestito attraverso il pagamento di rate concordate. In questo caso, come in altri analoghi, si può scegliere l’addebito automatico sul proprio conto corrente, fattore molto apprezzato dagli istituti bancari ma anche dal fruitore della rateizzazione che così non ha il pensiero di dover monitorare tutti i mesi il pagamento.

Vantaggi e svantaggi del pagamento rateizzato

Partiamo dai benefici:

  • Comodità, propria della rateizzazione, di non avere un esborso non irrilevante di denaro in una o due soluzioni.
  • Personalizzazione del pagamento con la soluzione più congeniale alle proprie esigenze.
  • Soluzione perfetta se non si dispone (o non si vuole investire) di una grande quantità di denaro.
  • Nel caso di più veicoli assicurati rappresenta una modalità preferenziale per poter avere una situazione ottimale di pagamento.

Svantaggi:

  • A seconda degli interessi si rischia di aumentare, non di poco, il costo complessivo della pratica assicurativa. Se c’è la condizione di tasso zero da parte della compagnia assicurativa il problema non sussiste (ma sarà bene prestarvi attenzione).

 

Come si può vedere lo svantaggio è rappresentato da un solo elemento, che non necessariamente è presente: basta leggere attentamente, come sempre in caso di contratti, le condizioni prima di firmare.

Perché dare un’occhiata online

Dare uno sguardo online, sia che si voglia sottoscrivere la propria assicurazione sul web sia che si opti per contattare poi un’agenzia e fare la stipula del contratto in presenza, è utile per capire che cosa scegliere. Perché il mondo assicurativo è davvero vasto e trovare la soluzione perfetta per le proprie esigenze non è difficile: basta aver chiaro che cosa si sta cercando.

Oggi sono la maggior parte le compagnie che offrono proposte pensate per il mondo web con portali sempre più all’avanguardia, semplici e intuitivi nonché sicuri grazie all’evoluzione della tecnologia per quanto riguarda i sistemi di pagamento. Online è possibile anche ricevere consulenza telematica e/o telefonica, che garantisce quell’elemento di contatto che nel web, almeno agli inizi, risultava meno presente e quindi consono rispetto alle abitudini relazionali tipiche dell’essere umano, anche per quanto riguarda le operazioni di consumo.