Lutto in F1, scomparso lo storico presidente della Federazione

Se n’è andato ad 81 anni Mosley, lo storico dirigente della FIA dell’epoca post Senna. Prima della sua uscita fu al centro di uno scandalo.

Max Mosley (©Getty Images)

Aveva guidato la Federazione Internazionale prima dell’arrivo di Jean Todt dal 1993 al 2009. Questo 24 maggio, proprio il giorno dopo il GP di Monaco, il più amato e atteso della stagione, ci ha lasciato Max Mosley.

Nato nel 1940 dal politico fascista Sir Oswald Mosleyd e della bellissima e regale Lady Diana Mitford, prima di debuttare nel motorsport si dedicò alla professione di avvocato. Passato alle corse turismo da amatore, fu tra i protagonisti della F2 a partire dal round di Hockenheim del 1968 che vide la morte di Jim Clark. Ritiratosi dall’attività di pilota nel 1969 fondò la March Engineering.

Diventato poi consulente dell’Associazione Costruttori, la FOCA, fu tra gli ideatori del Patto della Concordia che ancora regola la relazione tra i team della F1. Subentrato al criticatissimo Jean-Marie Balestre, fu lui ad affrontare la questione sicurezza nelle corse a seguito del tragico weekend di Imola del 1994. A questo proposito fu tra i promotori del collare HANS e dei crash test delle monoposto come li conosciamo ora.

Rieletto nel 1997, 2001 e 2005 ebbe sempre l’appoggio del patron Bernie Ecclestone di cui è stato amico fino alla fine.

Nel 2007 fu tra i più severi e intransigenti contro la McLaren protagonista dello scandalo relativo al passaggio fraudolento di informazioni segrete provenienti dalla Ferrari. L’anno successivo si troverà inconsapevolmente sulle pagine dei tabloid scandalistici per un festino a luci rosse a tema nazista. Intentata e vinta la causa contro il News of The World che aveva diffuso le immagini private, il britannico poco dopo uscirà di scena dal mondo delle competizioni.

Ultimamente si era tornato a parlare di lui per un documentario sulla sua vita che dovrebbe essere realizzato a breve.

Max Mosley (©Getty Images)

Chiara Rainis