Giacomo Agostini, straordinario campione del passato del Motomondiale, concorda con il suo collega attuale Marc Marquez
Una inedita convergenza tra campionissimi. È quella che si è realizzata (a mezzo stampa) tra Marc Marquez, otto titoli mondiali in bacheca, e Giacomo Agostini, che in carriera di iridi ne ha invece incassate quindici.
I due fuoriclasse, che hanno segnato due epoche molto diverse e distanti del Motomondiale, hanno però concordato, nelle interviste, a proposito di una tematica molto importante, che riguarda il presente e il futuro della MotoGP.
Stiamo parlando della sicurezza. Lo scorso weekend a Jerez de la Frontera, la stessa pista dove fu vittima del terribile incidente in cui si ruppe l’omero destro, il Cabroncito ha vissuto un’altra brutta caduta, al termine della quale la sua Honda si è fermata a pochi metri da lui. E ha lanciato l’allarme per le gare, che sarebbero diventate a suo dire troppo estreme.
Della stessa opinione è anche il grande Ago: “Sono d’accordo con Marquez“, spiega ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “Mi ha impressionato la sua caduta a Jerez, per un attimo ho avuto paura che venisse colpito dalla moto senza controllo. E non è la prima dinamica simile che accade quest’anno. Per me queste moto stanno diventando troppo potenti e difficili da portare al limite”.
Lo dimostra anche l’esplosione delle sindromi compartimentali, che ha portato già tre centauri a sottoporsi ad operazioni chirurgiche solo nei primi Gran Premi della stagione: “Non è solo un discorso di velocità che sta andando fuori controllo, ma di tutto quello che i piloti, sempre più in crisi con le braccia, e le moto devono sopportare: dalle catene più robuste ai freni più potenti, a gomme con una finestra di utilizzo sempre minore, a un’aerodinamica esagerata”, prosegue Agostini.
E questa corsa al massimo sviluppo tecnologico delle moto, a dire del campione bresciano, non sarebbe nemmeno un vantaggio per lo show: “Secondo voi la gente si divertirebbe di meno se si corresse con motori di 800 cc come fino a qualche anno fa? Noterebbe la differenza tra battaglie a 360 all’ora o 300 tra i piloti? Io credo di no, perché lo spettacolo alla fine lo fanno solo i piloti con le loro lotte”.
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