Un disastro dietro l’altro: salvate il soldato Valtteri Bottas

Un momento davvero delicato per Bottas, alle prese non solo con Hamilton ma anche con un futuro in Mercedes sempre in discussione

Valtteri Bottas in azione a Imola (Photo by Peter Fox/Getty Images)

Una delle immagini più significative del gran premio di domenica a Imola è quella di Valtteri Bottas fuori dalla pista, vicino alle recinzioni in ginocchio con le mani sul casco dopo l’incidente con George Russell. È la sintesi del momento delicato che sta attraversando il finlandese, sempre più in bilico in Mercedes.

Inizio choc per Bottas

Un inizio scoppiettante, per poi calare alla distanza. A questo ci ha abituato negli anni Bottas, almeno da quando è in Mercedes. 16 punti in due gare, un ruolino di marcia amaro per il finnico, che per ora è al suo peggior avvio in un Mondiale da quando corre per la casa di Stoccarda. Nel 2017, al suo arrivo, un terzo e un sesto posto, a cui fecero seguito altri due podi (compreso il successo a Sochi).

L’incidente di domenica prima del Tamburello con Russell ha certificato come il finlandese sia in un chiaro momento no. La velocità c’è sempre, questo va detto, ma è la testa che non va. In Bahrain dopo essere stato veloce in prova, una gara senza acuti, condita dal solito problema ai box (sarà sfortuna, ma quando si sbaglia nel box Mercedes c’entra sempre Bottas).

A Imola poi un fine settimana che faceva ben sperare, ma poi il fallimento nel momento chiave delle qualifiche e una corsa in cui ha galleggiato sempre al limite della zona punti, quasi avesse per le mani non uno dei bolidi da battere.

Una crisi che parte da lontano

Le scaramucce con Russell sono figlie soprattutto di una competizione interna a Mercedes che sta logorando il finlandese (e forse un pò anche l’inglese, che poi a freddo ha ritrattato). Nel weekend in cui il britannico ha sostituito Hamilton in Bahrain alla fine della scorsa stagione (causa Covid) sono venuti a galla tutti i difetti di Bottas.

Quello era il momento di mettere le cose in chiaro con il nuovo talento che avanza. Invece l’ennesima scoppola, prima con un sorpasso subìto e per fortuna che la confusione Mercedes gli ha negato la vittoria. Altrimenti sarebbe stata la pietra tombale sul futuro del finlandese nel team.

Già, ma la realtà è che quello comunque, nei fatti, quel gran premio del Baharain del 2020 è stato un colpo da ko. Sì, perché che Bottas fosse in discussione in Mercedes lo si sapeva. Sin dal secondo anno, vista la mancanza di concorrenza, era lui quello chiamato a contendere a Hamilton il titolo. E invece, al contrario di Rosberg, solo a sprazzi ha fatto vedere la sua velocità.

Con un copione poi quasi sempre uguale a se stesso (partenza sprint e calo). Bottas questo ruolo da antagonista ha provato a cucirselo addosso, ma non gli è mai andato troppo a genio nella sostanza. Lewis poi c’ha sempre messo il carico da 90: quando ha potuto colpire, se non umiliare, il compagno di squadra, lo ha fatto. E in questi casi alla lunga certi colpi presi li paghi.

Cosa succederà?

Siamo solo al secondo appuntamento iridato, ma già le voci di un suo addio si fanno sempre più concrete. Bottas lo ha capito chiaramente, certe voci non sembrano essere scoop dei media, ma notizie quasi fatte trapelare dalla Mercedes stessa. Tattica per smuovere il finlandese ferito? Forse, ma visti i precedenti sembra quasi volergli dare una scusa buona per dire addio. E non a fine 2021 ma già a stagione in corso.

Diciamolo chiaramente: non sembra la Mercedes un team capace di agire di pancia e dare un taglio netto così, in corsa, come ha fatto Red Bull con Gasly o Albon. Di sicuro però il rapporto sembra ormai logoro. E l’addio sarà inevitabile, alla Mercedes e forse anche al Circus. Toccherà a Bottas far capire però che in questa F1 può starci ancora.

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Valtteri Bottas nel paddock nei test F1 di Sakhir, in Bahrain
Valtteri Bottas nel paddock nei test F1 di Sakhir, in Bahrain (Foto Mark Thompson/Getty Images)