Piero Taramasso spiega le caratteristiche delle nuove gomme Michelin, il merito della Suzuki nell’adattamento. Ma con Marc Marquez…
Le gomme Michelin rivestono un ruolo sempre più preponderante nella classe MotoGP. Nel 2020 abbiamo visto come l’ingresso della nuova carcassa posteriore abbia condizionato i risultati della Ducati (e non solo), costringendo i costruttori a rivedere bilanciamento dei pesi e altre aree tecniche dei prototipi. Suzuki si è confermata campione del mondo non solo per merito del talentuoso Joan Mir, ma anche per la capacità dei suoi tecnici di adattare la GSX-RR alla nuova soft Michelin.
In un’intervista a Moto Revue, Piero Taramasso ritiene che poco o nulla cambierà rispetto al 2020, almeno a livello di feeling con gli pneumatici. Il responsabile della Michelin ribadisce che le gomme abbiano una composizione diversa che privilegia la guida, cosa che alcuni team chiedevano da tempo: “Si tratta di una nuova costruzione pensata per offrire più grip e stabilità. L’abbiamo testato ampiamente nel 2019 su vari circuiti e in diverse condizioni. Tutti i piloti e tutti i team sono stati poi unanimi nel dire che era molto meglio. Alcuni volevano addirittura che fosse introdotto immediatamente, il che ovviamente non era possibile”.
I piloti si sono dovuti adattare con piccole modifiche allo stile di guida per sfruttare al meglio il maggior grip che garantisce la nuova gomma posteriore soft. “Quando hai più grip al posteriore, si spinge in avanti. Pertanto , è necessario lavorare sulla configurazione per modificare la distribuzione del carico – ha sottolineato Piero Taramasso -. Devi anche adattare la tua guida, perché questo pneumatico, se lo forzi, rende la moto più nervosa e difficile da controllare”.
Inoltre il calendario 2020 ha costretto non solo ad adattarsi alle gomme, ma anche alle condizioni della pista. Come ad esempio a Jerez, dove la colonnina di mercurio segnava 60° C sull’asfalto. Suzuki ha saputo approfittare meglio degli altri costruttori di questa nuova situazione. “Penso la loro moto è la più omogenea. È quello che offre il meglio in termini di motore, telaio, stabilità, pilotaggio. Hanno anche due bravi piloti che non stressano troppo le gomme e le gestiscono bene in gara”. Ma con Marc Marquez in pista l’esito sarebbe forse stato scontato… “Sono sicuro che Marc avrebbe dominato la stagione. Ha una capacità di adattamento impressionante. A Jerez, prima della sua caduta, era intoccabile”.
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