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MotoGP

Danilo Petrucci all’attacco della Ducati: “Non hanno mai creduto in me”

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Fabrizio Corgnati

Danilo Petrucci si toglie gli ultimi sassolini dalla scarpa lasciando la Ducati dopo sei anni: “Danno sempre la colpa al pilota”

Danilo Petrucci (Foto Ducati)

“Non rimpiango nulla”. Così, con serenità, con la consapevolezza di avere commesso degli inevitabili errori, ma anche di essersi sempre espresso al top della sua convinzione e del suo impegno, Danilo Petrucci volta definitivamente pagina. Mandando in archivio un matrimonio con la Ducati che, tra squadra satellite e ufficiale, è durato per ben sei anni. “Avrei potuto fare di più, ma è facile dirlo con il senno di poi”, il suo commento durante l’ospitata alla trasmissione televisiva Griglia di partenza. “Avrei potuto vincere già con il team Pramac, sicuramente ho dato il massimo. Nel team ufficiale anche fare primo non basta”.

Qualche ultimo sassolino da togliersi dalle scarpe, però, prima di salire ufficialmente in sella alla Ktm, Petrux ce l’ha ancora: “Non sono mai stato considerato un pilota su cui puntare, anche quando andavo forte”, la critica che riserva alla Ducati. “Magari avevo gli stessi punti di Andrea, ma il problema era lui. Era come se io stessi facendo il mio, ma lui non stava facendo il massimo. Ti fanno trasparire sempre l’orgoglio nel guidare questa moto, ma secondo me serve un trattamento più personale, a livello umano. Loro non fanno questo”.

Petrucci-Ducati, c’eravamo tanto amati

Il pilota di Terni, insomma, non condivide il comportamento dei vertici della Rossa di Borgo Panigale: “C’è un approccio ingegneristico, se una cosa non va si cambia. Credono che la moto sia sempre la migliore e se non è la migliore la colpa è del pilota. Ma non è più un mio problema. Quando sei nel team ufficiale devi essere davanti e sei quasi obbligato a vincere, non esiste che sei dietro alla moto satellite. Anche se ultimamente le moto sono uguali, hai lo stesso supporto. Tito Rabat non aveva il supporto adeguato, era molto veloce, è stato trattato un po’ male”.

Danilo Petrucci (Foto Ducati)
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Fabrizio Corgnati

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