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Ora la Mercedes F1 punta allo spazio: la prossima frontiera sono i razzi

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Alessandro

Il team principal della Mercedes F1, Toto Wolff, rivela il nuovo progetto in cui saranno impiegati gli ingegneri del team: la costruzione di razzi spaziali

Toto Wolff (Foto Steve Etherington/Mercedes)

Che le Mercedes di Formula 1 andassero veloci come dei razzi è venuto in mente a molti, nelle ultime sei stagioni di campionato del mondo, letteralmente dominate dalla Freccia d’argento. Ma che la scuderia di Brackley potesse essere interessata a costruirne di veri, di razzi, per andare nello spazio era davvero un’evoluzione imprevedibile.

Eppure è esattamente quello che è successo. Complice il tetto ai budget imposto a tutte le squadre del massimo campionato automobilistico, che costringerà a ridurre il personale impiegato per i Gran Premi e dunque a trovare dei progetti alternativi dove dirottare i tecnici e gli ingegneri in eccesso.

Un nuovo progetto tecnologico per gli ingegneri Mercedes

La Ferrari, ad esempio, sta pensando di andare a correre anche in America, a Indianapolis. La diretta rivale anglo-tedesca, invece, punta molto più in alto, nel vero senso della parola. “Quella sullo spazio è una discussione molto precoce”, ha spiegato il team principal Toto Wolff ai microfoni del sito ThisisMoney. “Non è che costruiremo un razzo spaziale. Però potremmo fornire dei servizi a qualcuno che vuole costruire un razzo”.

Un non meglio specificato operatore che si occupa di viaggi nello spazio (proprio come quello del famoso imprenditore sudafricano Elon Musk), infatti, ha espresso interesse a collaborare con i campioni del mondo di F1, per applicare le competenze che hanno acquisito nel Mondiale a quattro ruote in un programma di lanci e di missioni spaziali.

“Ci consideriamo come una sorta di boutique di ingegneria ad alte prestazioni”, conferma infatti Wolff. “Ciò che facciamo è migliorare le prestazioni su terra, mare, aria e magari anche nello spazio”. L’asfalto dei circuiti non basta più. Evidentemente anche vincere titoli iridati a ripetizione può diventare un’impresa non più stimolante, forse quasi noiosa. Ora largo alla nuova frontiera.

Toto Wolff (Getty Images)
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