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Categories: Formula 1

Leclerc cuore Ferrari: “Ancora non ci credo, vi dico come è nato tutto”

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Alessandro

Leclerc ha raccontato durante una lunga intervista del suo primo approccio con la Ferrari e di quanta emozione gli provoca quella tutta rossa.

Charles Leclerc (Getty Images)

Charles Leclerc da un anno ormai è approdato in Ferrari. Nella sua prima stagione il monegasco ha vinto due gare e ottenuto 7 pole diventando il secondo miglior esordiente nella storia della Rossa dietro al solo Lauda che al primo anno di pole ne firmò ben 9.

Come riportato dai colleghi di “Motorsport.com”, Charles Leclerc ha così raccontato del suo primo approccio con la Ferrari: “Avevo 11 o 12 anni. Ero con Bianchi e sono arrivato a Maranello, ma non sono potuto entrare in Ferrari perché non avevo il pass. Ricordo però che ho guardato la sede dall’esterno e sono rimasto impressionato. Ricordo che sognavo un giorno di poterci entrare e diciamo che ora è più semplice per me avere accesso all’azienda”.

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Leclerc e il suo numero 16

Il pilota monegasco ha poi proseguito: “All’inizio volevo il numero 7 ma era già di Kimi, poi mi sarebbe piaciuto il 10, ma è di Gasly allora ho preso il 16 perché 1 più 6 fa 7 ed è anche il mio giorno di nascita. Tra i piloti che hanno guidato la Ferrari il mio idolo è sempre stato Michael. Ero piccolo e lui vinceva tanto. Era impressionante e ogni volta che guardavo una gara la mia attenzione era sempre su di lui e la Ferrari“.

Charles Leclerc si è poi lasciato andare ad un bel racconto riguardante il suo approdo ufficiale in FDA: “Sono entrato nella FDA nel 2015 ero arrivato con mio padre a Maranello, ero timido e avevo un po’ di paura, faceva impressione passare tra tutte quelle porte. Dopo due giorni mi hanno detto che ero stato selezionato. Anche se è passato un anno da quando sono arrivato in Ferrari ogni volta che indosso la divisa o la tuta è sempre una sensazione particolare, ancora non ci credo che sono qui proprio io”.

Infine il driver della Rossa ha spiegato del perché parla così bene la nostra lingua: “Imparare l’italiano è stato naturale. Ho vissuto l’80% della mia adolescenza in Italia tra kart e altri impegni. Poi c’erano i miei meccanici ed il personale del team tutto italiano, quindi ho dovuto farlo per avere un dialogo con loro”.

Antonio Russo

Leclerc (Getty Images)
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Alessandro

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