Due giorni all’evento e l’aria sa di attesa garbata: nelle prime immagini, la nuova Volvo EX60 gioca di sottrazione. Linee pulite, luce nordica, promesse misurate. È l’anteprima di una SUV elettrica che potrebbe centrare il “giusto mezzo” che molti cercano.
Volvo ha svelato i primi scatti e qualche indizio. L’arrivo è previsto nel 2026. Il posizionamento è chiaro: sotto EX90, sopra EX30 ed EX40/EC40. Segmento medio, quello dove si decide il mercato. Qui si sfidano Tesla Model Y, Audi Q6 e-tron, il nuovo BMW iX3. È il campo più caldo dell’elettrico.

Le immagini mettono ordine prima di tutto. Frontale verticale, firma luminosa netta, coda compatta. Il design scandinavo resta sobrio e funzionale. I volumi sembrano studiati per l’uso urbano e le gite fuori porta. Non c’è muscolarità gratuita; c’è una pulizia che in foto buie si avverte più che si vede.
Dentro, Volvo non entra nei dettagli. Ci si aspetta materiali riciclati e interni leather-free, in linea con la strategia del marchio sulle elettriche. L’impostazione infotainment dovrebbe riprendere il Google integrato con aggiornamenti OTA. Comandi chiari, schermo verticale, assistente vocale semplice. In pratica: meno menu, più azioni dirette.
La vera svolta? Potrebbe essere l’equilibrio. Dimensioni “giuste”, efficienza curata, prestazioni senza eccessi. Volvo dal 2020 limita la velocità a 180 km/h. È una scelta che racconta una priorità: la sicurezza prima del resto. EX60 non farà eccezione.
Tecnica attesa e funzioni smart
Volvo non ha ancora comunicato dati su batteria, potenza e autonomia. Ad oggi non ci sono numeri ufficiali. Le logiche di segmento suggeriscono pacchi oltre 75 kWh e percorrenze WLTP sopra i 500 km, ma è solo una stima prudente. Stesso discorso per la ricarica rapida: il riferimento di classe è 200–250 kW con 10–80% in circa 25–30 minuti. Finché non arrivano schede tecniche, restano ipotesi.
Sulla piattaforma tutto tace. È plausibile un’architettura condivisa con EX90, con elettronica avanzata e sensori di ultima generazione. Volvo punta molto sulla guida assistita evoluta. Il LiDAR, oggi protagonista su EX90, potrebbe arrivare anche qui come opzione. Non è confermato, ma i teaser lasciano intendere un cofano “pronto” ad accoglierlo.
Ci sono invece certezze strategiche. Volvo vuole essere marchio 100% elettrico entro il 2030. Riduce l’impronta di CO2 vettura per vettura. Aumenta il contenuto di materiali riciclati nei componenti visibili e in quelli nascosti. Digitalizza il rapporto con il cliente: aggiornamenti regolari, diagnosi da remoto, funzioni che si accendono nel tempo.
Nella pratica quotidiana tutto questo come si traduce? In un’auto che fai tua senza manuali infiniti. In viaggi che pianifichi con semplicità, con il navigatore che calcola le soste in base alla rete e allo stile di guida. In un abitacolo che non ti aggredisce con suoni o luci, ma ti accompagna.
Ricordo quando il primo XC60 cambiò il traffico delle nostre città: improvvisamente tanti decisero che “medio” era il nuovo “giusto”. Se la Volvo EX60 terrà fede a questa linea, potrebbe ridisegnare lo standard dell’auto elettrica per famiglie. Non per stupire, ma per durare. E forse è proprio qui la domanda che resta prima della presentazione: quanto conta, oggi, scegliere un’auto che non urla ma convince ogni giorno, silenziosa, come una buona abitudine?





