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Motomondiale

Marc Márquez si racconta: “Non so se sarà la mia ultima stagione”

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Antonio

Il campione spagnolo si apre: tra infortuni, dubbi e scelte radicali, emerge un Márquez più umano e consapevole.

La storia di Marc Márquez non è più solo quella di un fuoriclasse capace di dominare la MotoGP. Oggi è il racconto di un uomo che ha dovuto fare i conti con limiti, dolore e scelte difficili. Nelle sue recenti dichiarazioni, il pilota spagnolo ha mostrato un lato più intimo, lontano dall’immagine del campione invincibile.

Marc Marquez (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

“Non ho dipendenza dalla moto, ma dalla competizione”

Márquez parte da un concetto chiave che ridefinisce la sua carriera: “Non ho una dipendenza dal motociclismo, ma ho una dipendenza dalla competizione, dalla vittoria”. Non è la moto in sé a motivarlo, ma il contesto competitivo, la sfida continua contro sé stesso e gli avversari.

Questo spiega anche il suo rapporto con i test, vissuti quasi con distacco: “Nei test mi annoiavo”, ammette, sottolineando come solo il weekend di gara riesca davvero ad accenderlo. “Un weekend è diverso, è più intenso… sei più impaziente di arrivare al prossimo”.

Il punto di rottura: “Ha senso continuare?”

Il percorso cambia radicalmente dopo gli infortuni. Márquez non nasconde il momento più difficile della sua carriera: “È uno dei pochi momenti in cui ti chiedi: ha senso continuare o no? La sofferenza ha senso o no?”.

Il 2022 segna il culmine della crisi. Dolore al braccio, cadute e problemi alla vista trasformano la sua quotidianità: “Non potevi guidare un’auto, non eri autonomo… non riuscivo a prendere una borsa della spesa e metterla sul tavolo”. Una condizione che lo porta a fermarsi: “Ho detto: dobbiamo fermarci perché alla fine mi farò davvero male”.

Da lì nasce una nuova consapevolezza: “Ho capito che la moto è importante, ma la vita va avanti”.

La scelta: lasciare tutto per tornare competitivo

Arriva poi il momento delle decisioni. Dopo anni nello stesso ambiente, Márquez si trova davanti a un bivio: “Usciamo dalla nostra zona di comfort o continuiamo rischiando di scottarci”.

Lasciare Honda non è stato semplice: “Ciò che mi ha frenato di più è stato il cuore, dopo dieci anni con le stesse persone”. Ma alla fine prevale la sua natura: “Abbiamo deciso di uscire dalla zona di comfort… dare priorità a ciò che è meglio sportivamente”.

Il suo obiettivo è chiaro: “Per darmi la moto che vince, voglio vedere di cosa sono capace”.

Nuovi limiti e nuovi dubbi

Dopo gli infortuni, anche le certezze cambiano. Márquez lo ammette senza filtri: “Dubitavo di poter andare di nuovo veloce. So che non ho più il braccio come prima”.

Per questo ha dovuto reinventarsi: “Non confrontare il mio lato sinistro con il destro, ottieni il 100% da ciascuno”. Una nuova filosofia che accetta anche il calo di rendimento: “Dopo un infortunio il tuo 100% diminuisce, ma non sai quanto”.

Talento, lavoro e “follia controllata”

Il campione spagnolo smonta anche il mito del talento: “Con il solo talento non si arriva da nessuna parte”. La chiave è un mix di fattori: talento, lavoro e ambiente.

E poi c’è il rischio, da sempre parte del suo stile: “Non vince chi è il più pazzo, ma chi usa meglio la follia”.

Paura, pressione e il peso della carriera

Le cadute lasciano segni anche nella mente: “Una curva dove sei caduto… la prima sessione è difficile da superare”. Ogni circuito ha un impatto emotivo diverso, tra sensazioni positive e ricordi negativi.

A questo si aggiunge la pressione mediatica: “Una delle cose più stancanti è l’esposizione… non puoi fare nulla che non venga amplificato”.

Il ruolo di Álex e uno sguardo al futuro

Fondamentale il supporto del fratello Álex: “È mio fratello, il mio migliore amico, il mio miglior collega”. Un rapporto che va oltre la rivalità: “Spesso sono più felice quando vince lui che quando vinco io”.

Guardando avanti, Márquez non nasconde l’incertezza: “Finirò la mia carriera sportiva prima per il mio corpo che per la mia mentalità”. E poi la frase che più colpisce: “Non so se questa sarà la mia ultima stagione”.

Una dichiarazione che pesa, ma che racconta perfettamente il momento che sta vivendo. Márquez non è più solo il pilota che sfida il limite: è un atleta che ha imparato a convivere con esso, senza smettere di inseguire la vittoria.

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