E’ tra gli uomini più importanti della Casa di Borgo Panigale e ha preso scelte difficili negli ultimi anni nel team factory. Ecco quanto percepisce Davide Tardozzi.
Non deve risultare facile essere un team manager della MotoGP, figurarsi della squadra che vince ininterrottamente dal 2020. La Ducati è diventato il place to be per tecnici e piloti anche grazie al lavoro svolto da Davide Tardozzi. La sua è una storia di un appassionato vero che ha trasformato il suo amore per i motori e per la Casa emiliana in un lavoro fantastico.

Il ravennate è nato il 30 gennaio 1959 ed è un ex pilota motociclistico. La sua carriera ha preso una piega decisiva nel 1983, partecipando a campionati di un certo rilievo. Tardozzi ha corso nel Campionato Europeo Velocità nella classe 250, con la Yamaha, per poi passare alle gare di velocità del Motomondiale, nelle edizioni 1984 e 1985 della quarto di litro. Fece la differenza nel campionato con le moto derivate da quelle di serie, inizialmente chiamato TT1, poi F1 e infine Superbike. Si è aggiudicato i titoli italiani F1 nel 1987 e Superbike nel 1988, in entrambi i casi in sella a una Bimota YB4.
Nella prima edizione del Campionato mondiale Superbike conquistò 5 gare sempre in sella alla YB4. In particolare, Tardozzi può fregiarsi di essere stato il vincitore della prima storica gara della categoria, a Donington Park. Tardozzi, alla fine, il titolo per sole 7,5 lunghezze da Fred Merkel, quando i dieci punti di Donington Park gli avrebbero consentito di laurearsi campione del mondo, ma non furono assegnati. Poi nel 1989 arrivò la chiamata di Ducati. Con la moto emiliana ha celebrato il Campionato Europeo Velocità 1991 nella classe Superbike. Ha affrontato anche sfide endurance e, dopo un incidente al Mugello, decise di appendere il casco al chiodo e dedicarsi a una carriera da dirigente.
I successi di Tardozzi
Con Troy Corser, Carl Fogarty e Pierfrancesco Chili si è divertito non poco in Superbike guidando da manager la Ducati. Fece anche una breve esperienza con BMW Motorrad, ma dopo appena un anno, decise di mollare. Il legame come la Casa di Borgo Panigale era troppo forte ed è stato chiamato in MotoGP per scrivere nuove pagine di storia.

Un manager vincente della classe regina può arrivare a guadagnare anche una cifra a 6 zeri ogni anno, sebbene il budget si sia ridotto a causa della crisi. Ad esempio il collega Dall’Igna, direttore tecnico, si stima che arrivi a guadagnare tra i 500mila e i 700mila euro annui, bonus esclusi. Tardozzi, team manager del team campione dal 2020, non avrà uno stipendio inferiore.





