Casey Stoner torna a parlare di MotoGP e lo fa con parole che non faranno molto piacere ai vertici della classe regina.
Casey Stoner ha scritto la storia della MotoGP. Oggi è scontato vedere una Ducati davanti a tutti sempre, ma all’epoca non lo era. L’australiano, infatti, ha vinto il primo storico campionato nella classe regina per la Casa di Borgo Panigale. Una vittoria per certi versi doppia perché arrivata prima che il marchio passasse tra le mani di Audi e ricevesse soldi e risorse che all’epoca naturalmente non aveva.
Purtroppo la sua stella ha brillato molto poco. Talento naturale della moto, ha vinto un altro mondiale con la Honda e poi ha deciso incredibilmente di ritirarsi nel 2012 a soli 27 anni. Un addio che ha lasciato a tutti l’amaro in bocca, perché Casey guidava in un modo spettacolare, un qualcosa di incredibile che lo aveva reso celebre.
Eppure per lui il Motomondiale non era sempre stato tutto rose e fiori. Nei primi anni si era fatto addirittura la fama di pilota che cadeva spesso. Infatti era arrivato in MotoGP senza aver mai vinto un titolo nelle categorie inferiori. Con Ducati però aveva trovato la quadra giusta grazie alle gomme Bridgestone che gli davano un gran feeling all’anteriore.
Negli ultimi anni Stoner si è spesso lamentato di una MotoGP che a suo dire è sempre più tecnologica facilitando fin troppo la vita del pilota. Una critica che non è stata mossa solo dall’australiano nel recente passato.
Di recente Stoner è tornato sull’argomento durante il podcast Ducati Diaries di Neil Hodgson dove ha dichiarato: “Quando passeremo ad un motore di cilindrata inferiore, il vantaggio di Ducati sarà ancora maggiore. Sarà tutto ridotto in termini di possibilità di sorpasso. Sembrano monoposto da F1 a due ruote. Abbiamo il controllo di trazione, il controllo dell’impennata. Capisco che le moto debbano progredire tecnicamente, ma ad un certo punto bisogna fermarsi. Voglio vedere il talento dei piloti”.
Parole molto forti, ma perfettamente in linea con il pensiero di Casey in questi ultimi anni. L’australiano lo sappiamo non ha mai avuto peli sulla lingua e anche in passato ha sempre detto la sua su quello che stava accadendo in MotoGP senza preoccuparsi delle eventuali conseguenze.
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