La Ferrari è impegnata in una vera e propria lotta contro gli oggetti contraffatti. Ecco di cosa si tratta e come poter partecipare.
La contraffazione è un fenomeno con il quale si ha a che fare molto spesso al giorno d’oggi, e che vede, nel ruolo di vittime, quasi sempre dei marchi molto noti e soggetti ad imitazioni. La Ferrari è spesso coinvolta in queste problematiche, ed ha avviato una campagna anti-contraffazione, che prevede anche un premio per tutti coloro che aiutano ad identificare oggetti che portano il proprio marchio realizzati, ovviamente, fuori da Maranello.
Da anni, il Cavallino è leader assoluto per quanto riguarda il Brand Strenght Index, vale a dire un indice di solidità nei marchi di lusso, che dedica una grande attenzione al controllo su ciò che produce, puntando sempre alla tutela del prestigio che contraddistingue questo mito italiano in tutto il mondo. Per questo motivo, la Ferrari ha pensato a delle ricompense per chi aiuterà a rintracciare oggetti contraffatti, andando a compilare un modulo sul sito web del Cavallino, fornendo i propri dati personali ed informazioni sull’azienda che starebbe riproducendo il proprio marchio in maniera illegale.
In seguito, occorrerà allegare delle prove fotografiche, ma anche etichette e marchi visibili, in modo da fornire quante informazioni possibili su questi prodotti. Nelle prossime righe, vi daremo conto di tutti gli oggetti che sono stati individuati e distrutti nel 2023, tra i quali sono comprese anche delle vere e proprie repliche delle supercar del Cavallino, ovviamente realizzate da terzi senza alcun diritto.
Secondo quanto riportato da “Motor1.com“, nel 2023 sarebbero stati individuati e distrutti ben 400.000 oggetti contraffatti, incluse anche tre supercar replica, tra cui anche la Ferrari 360 Modena, gioiello che fu immesso sul mercato nel lontano 1999. Oltre alle auto, anche oltre 100.000 capi di abbigliamento e 90.000 cappellini circa sono finiti in una pressa, in modo da cancellare per sempre questi prodotti contraffatti, verso i quali i vertici del Cavallino, com’è ovvio che sia, non ha alcuna pietà.
Inoltre, sono state distrutte anche 30.000 bottiglie di profumo e 17.000 borse, ed altrettante paia di scarpa a marchio Ferrari, ovviamente, non prodotti dalla casa di Maranello. Il comportamento del mito italiano è encomiabile, ed è davvero la strada giusta per cercare di combattere la contraffazione. Ci auguriamo che anche altri marchi, vogliosi di difendere la loro esclusività, possano fare altrettanto.
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