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Formula 1

F1, Red Bull nei guai? Arriva una clamorosa indiscrezione

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Davide Russo

La RB19 è sembrata l’auto perfetta sin qui, tuttavia nel secondo round di Jeddah ha messo in mostra dei limiti. Ecco cosa preoccupa il team Red Bull.

La Red Bull Racing potrebbe essere molto meno affidabile di quello che ha dimostrato nei primi due Gran Premi del 2022. A guardare la classifica sembra scontato che la squadra austriaca, salvo imprevisti, dominerà per il resto del campionato. Le due doppiette consecutive hanno evidenziato un margine enorme sui competitor. Rispetto allo scorso anno l’inizio è stato dominante.

Max Verstappen Red Bull Racing F1 (Ansa Foto)

Nel 2022, infatti, fu la Ferrari a vincere in Bahrain e Australia, mettendo in mostra un ritmo straordinario, grazie alle performance di Charles Leclerc. In questo momento la Ferrari ha fatto due passi indietro, mentre la Red Bull Racing ha conservato il vantaggio tecnico della seconda parte dello scorso campionato, allargando un divario su top team rivali preoccupante. La squadra con sede a Milton Keynes ha conquistato 17 GP su 22 nella scorsa annata ma potrebbe fare meglio in questa stagione.

Verstappen ha vinto di gran carriera in Bahrain, precedendo il suo compagno di squadra Sergio Perez. la coppia si è alternata in Arabia Saudita, con il messicano davanti all’olandese, soprattutto a causa di alcuni problemi tecnici in qualifica al semiasse della RB19 del bicampione del mondo. La situazione sembrava essere, completamente, sotto controllo ma, secondo alcuni rumor, la Red Bull Racing avrebbe patito dei dubbi sull’affidabilità anche nella prima tappa in Bahrain.

A questo punto sembra l’unica speranza per gli avversari, considerato il gap prestazionale con la SF23, la W14 e l’AMR23. Le soluzioni congeniate dal gruppo di tecnici, capitanato da Adrian Newey, hanno reso la monoposto austriaca inavvicinabile sul passo gara. E’ come se la vettura austriaca non consumasse le gomme, come tutti gli altri, riuscendo a trazionare meglio in uscita di curva e frenando più tardi.

Le preoccupazioni della Red Bull

Al termine del Gran Premio di Arabia Saudita la squadra ha avuto, nuovamente, degli affanni nella gestione delle ultime tornate dell’olandese. Dal muretto hanno chiesto a Max Verstappen di tenere un passo sull’1.33, senza affannarsi a trovare il giro più veloce. Il figlio d’arte di Jos, come se non prendesse sul serio le indicazioni della squadra, ha deciso di tirare al massimo fino all’ultimo giro, strappando il punto addizionale per il fastest lap al teammate.

La questione ha innervosito non poco il compagno di squadra di Guadalajara, tuttavia a rendere complicato il rimontone degli avversari è la facilità con la quale trovano l’assetto giusto. Su due piste molto diverse la RB19 ha trovato un passo perfetto. La questione, secondo Newey, è più facile di quanto realmente appaia dall’esterno. Ad oggi, però, non c’è partita.

Parola all’esperto di F1

Parlando tramite il podcast di The Race, Mark Hughes ha affermato che i problemi della Red Bull in Bahrain erano più gravi di quanto sembrassero inizialmente. Verstappen e Perez sono andati in difficoltà. “Fernando è ottimista sul fatto che ci sarà un giorno in cui una Red Bull non finirà. Potrebbe avvenire sempre di più quello che è successo con la macchina in Bahrain. Il muretto della Red Bull era lì sulle spine per le preoccupazioni per entrambe le vetture”.

Secondo Hughes c’era tantissima ansia al muretto che Verstappen e Perez finissero la corsa. I due avevano un netto vantaggio su Fernando Alonso e hanno amministrato, senza spremere il motore. Una tattica intelligente, dato che la Power Unit dovrà durare ancora per diversi Gran Premi. “La stessa cosa è avvenuta con entrambe le auto a Jeddah. È abbastanza concepibile. Se dovesse succedere, immagineresti che ci siano buone possibilità che l’Aston sia la prima a trarne vantaggio”, ha confessato Hughes.

La Red Bull Racing, anche nella scorsa annata, ha perso punti nella prima parte d’annata. Leclerc arrivò ad avere, dopo 3 GP, 46 lunghezze di vantaggio su Max Verstappen. Quest’ultimo, in seguito, ha recuperato il gap a causa del calo della F1-75. Il problema è che, ad oggi, non sembra esserci un vero competitor della RB. L’Aston Martin ha chiuso due volte a podio con Alonso, ma non può fare affidamento su di una seconda guida di altissimo profilo.

Max potrebbe gestire senza ansie il vantaggio nella seconda parte di campionato. Alla fine è arrivato al suo secondo titolo consecutivo con un margine di 146 punti dal secondo classificato Leclerc. Potrebbe accadere la medesima cosa con Fernando Alonso.

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Davide Russo
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