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Ferrari Roma in versione Spider: perché si tratta di un lancio storico

Published by
Chiara Rainis

In un anno di grande rilancio, la Ferrari si prepara ad uscire sul mercato con la Roma. Ecco perché si tratta di un modello speciale.

Forse mai come nel 2023, la Rossa di epoca contemporanea ha dato prova di avere molti progetti interessanti in essere. Sul fronte competizioni si registra l’atteso rientro nelle gare endurance con la bellissima e potente hypercar 499P, mentre su quello del prodotto abbiamo alcune novità davvero degne di nota come la Ferrari Roma Spider.

Ferrari Roma Spider (Ansa Foto)

La ragione della preziosità di questo gioiello sta nel possedere il tetto in tela. Una dotazione che su un veicolo di Maranello mancava da cinquantaquattro anni con la vecchia 365 GTS4. E’ importante sottolineare come non si tratti di una rivisitazione. Al contrario, le linee sono all’insegna della modernità e con ampio spazio di personalizzazione, in particolare per quanto concerne gli interni, grazie all’uso di tessuti di pregio e cuciture a contrasto.

Nuova Ferrari Roma Spider, non è un ritorno al passato

Come detto, la riproposizione del tettuccio in tessuto non deve essere guardato come ad una mera operazione nostalgia. Tutto è stato reso all’avanguardia. Basti pensare alla stessa apertura del tetto che avviene in 13,5 secondi. O ancora agli studi per la riduzione di peso e ingombri. Anche per questo il bagagliaio ha perso 20 litri, fermandosi a 255.

Dal punto di vista estetico spiccano la coda con profilo spiovente, il lunotto in cristallo inserito nella struttura della capote e il deflettore automatico, attivabile dal guidatore attraverso un tasto posizionato sul tunnel, anche in movimento fino ai 170 km/h.

Il veicolo vanta pure un’aerodinamica molto sviluppata. L’elemento che spicca su tutti gli altri è lo spoiler attivo posizionato sul retrotreno. Il cofano posteriore vanta infatti una sezione mobile, capace di assumere tre posizioni: la LD o Low drag. La MD o Medium downforce. La HD o High downforce. Sempre con l’obiettivo di garantire una migliore performance, i tecnici hanno studiato uno specifico software di controllo del mezzo, il cosiddetto Side Slip Control (SSC), che tramite un algoritmo  in grado di stimare in tempo reale l’angolo di assetto, consente di coordinare e attivare lo stesso in maniera repentina e precisa.

Se l’impatto visivo e il look sono curati in ogni dettaglio, pure l’abitacolo non è da meno. La Roma Spider riprende l’impostazione della coupé adottando due cellule per chi guida e per il passeggero. Il quadro strumenti è digitale e protetto da un sistema antiriflesso che si estende a partire dalla plancia. Mentre il display centrale della grandezza di 8,4” può essere orientato e raccogliere tutte le funzioni di infotainment e legate alla climatizzazione.

A richiesta può essere installato uno schermo dalla parte del passeggero, in modo da condividere le annotazioni di guida. Rispetto alla Ferrari Roma primo modello, qui l’interfaccia uomo-automobile è stata sicuramente rafforzata ed evoluta.

Conclusa la parentesi esteriore, suddivisa in esterni e interni, andiamo a scovare cosa si nasconde sotto il cofano. In realtà qui non ci sono novità di rilievo, salvo l’aggiornamento della pompa olio, che ha permesso di ridurre del 70% lo scatto in caso di partenza a freddo, oltre che ad aumentare la portata ai medi regimi. Il propulsore in sé, invece, è lo stesso V8 biturbo 3.9 della coupé, in grado di erogare 620 cv a 7500 giri, a cui è stato affiancato un cambio a doppia frizione in bagno d’olio, che deriva dalla trasmissione ad otto marce già presente sulla SF90 Stradale.

La differenza sta, al contrario, in rapporti più lungi e nell’inserimento della retromarcia meccanica. Complessivamente il peso del veicolo è stato incrementato di 84 kg. Ne consegue che si toccano i 1.556 kg, compresi gli optional di alleggerimento.

Immutate, infine, restano le prestazioni. La top speed si attesta sui 320 km/h, con il passaggio da fermi a 100 km/h che viene effettuato in 3,4 secondi, e in 9,7 secondi per arrivare a 200 km/h.

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Chiara Rainis

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