Ormai prossimo al suo secondo titolo iridato Verstappen incassa i complimenti di un collega. Il motivo è l’elemento di novità portato.
Già domenica a Marina Bay Max Verstappen potrebbe festeggiare il suo secondo Mondiale consecutivo. Un risultato che solo riavvolgendo il nastro al 2020 sembrava impossibile. Ed invece, la fortuna ha all’improvviso cambiato direzione favorendo la Red Bull e il suo pilota di riferimento, abbandonando la Mercedes ed Hamilton, dominatori dal 2014 con l’inizio dell’era ibrida.
Quanto fatto dall’olandese nell’ultimo biennio è senz’altro degno di nota. Solo nella stagione in via di conclusione ha dimostrato di avere un passo nettamente più sostenuto della concorrenza e di aver maturato una visione di gara che prima non aveva. Più da ragioniere e meno avventata da ragazzino alle prime armi.
Proprio il suo atteggiamento solido e poco incline all’errore, gli ha consentito di ricevere molti complimenti. Come cui quelli di Timo Glock. Il tedesco passato alla storia della F1 per aver consegnato nelle mani di Ham il titolo 2008 ai danni di Massa.
L’ex Toyota e driver DTM sarebbe rimasto colpito dalla rapidità con cui il #1 si è mangiato la vecchia guardia, dimostrando di avere zero timori reverenziali.
“Ha ribaltato il Circus“, ha sostenuto al podcast Beyond the Grid. “La maniera con cui sta trionfando, piuttosto che come è cresciuto e ha dato prova di saper tenere testa ad esperti come Lewis o Alonso, è qualcosa di davvero interessante da vedere“.
Per il 40enne la bravura del figlio d’arte non è un caso isolato. Sono tanti i giovani presenti in griglia ad averlo colpito. “Ci sono diversi talenti come Charles Leclerc e Russell, che hanno fatto benissimo anche nelle categorie minori”, ha analizzato, esaltando poi, come questi non temano il confronto con chi è nella massima serie da più tempo.
“E’ accattivante osservare come abbiano imparato dai veterani e come abbiano imparato in fretta ad adattarsi e ad agire”, ha proseguito meravigliato. “Un giorno ho chiesto a George quale fosse la differenza nel passare da un team piccolo come la Williams, abituato a lottare in fondo allo schieramento, ad uno del calibro della Mercedes con un compagno di box impegnativo. E lui mi ha risposto il livello di concentrazione. La necessità di essere preciso, capire la corsa, le strategie e come amministrare le gomme“, ha concluso ammirato per l’abilità dei talenti in erba di immergersi in un ambiente esigente senza troppe difficoltà.
Entrato nella top class nel 2015 con la Toro Rosso, Mad Max si è fatto subito conoscere per uno stile arrembante, a tratti scorretto che non lo ha fatto benvolere all’interno del gruppo. Tuttavia, anche per il suo passato vincente nei kart e per il modo in cui è stato allevato dal padre Jos, un po’ da tutti era considerato un predestinato.
Capace di fare il salto dalla Formula 3 europea alla F1 senza particolari traumi, è stato presto valutato dal paddock come un corridore dalle enormi potenzialità. Ed ora che dalla sua ha una monoposto davvero valida, lo sta provando.
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