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Formula 1

F1, confronto impietoso tra Ferrari e Mercedes: differenza abissale

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Giovanni Messi

Mercedes e Ferrari si sono scambiati i ruoli rispetto al passato più recente della F1. Tuttavia, il team di Brackley mantiene un vantaggio.

Tra Mercedes e Ferrari ci sono solo 30 punti di differenza nel mondiale costruttori, il tutto a favore della Scuderia modenese. Visti i risultati dell’era ibrida della F1, appare un grandissimo risultato per i tifosi della Rossa, ma è chiaro che vedendo l’andamento di questa stagione la cosa assume i caratteri di un fallimento.

F1 Mercedes e Ferrari

Sin dai test in Bahrain si erano evidenziate le grandi difficoltà di questa freccia d’argento, che soffriva di porpoising quasi da non riuscire a stare in strada. Un progetto che si sarebbe dovuto rivelare ammazza-mondiale, si è invece trasformato in un incubo, che nelle prime tredici gare non ha portato neanche una vittoria. Mai così male dal 2011.

La Mercedes ha subito delle vere e proprie umiliazioni, con Lewis Hamilton che venne addirittura eliminato in Q1 in Arabia Saudita, mentre ad Imola sia il sette volte campione del mondo che George Russell restarono fuori dalla Q3 soffrendo sotto la pioggia. Tuttavia, gli uomini di Toto Wolff non si sono mai disuniti, ed hanno continuato a spingere sino a poter ottenere anche una pole position, staccata in Ungheria dall’ex Williams.

Se c’è una cosa che hanno fatto alla perfezione gli uomini del manager austriaco è sempre stata la massimizzazione del risultato. La Mercedes è cresciuta dal punto di vista prestazionale, ma è ancora inferiore e non di poco rispetto a Red Bull e Ferrari, tanto da poter puntare, in condizioni di gara normale, al massimo ad un quinto posto.

Nonostante questo, da Baku in poi, ovvero dai primi di giugno, i piloti del team di Brackley sono una presenza fissa sul podio, rivelandosi, forse, la coppia più equilibrata dell’intera F1. Hamilton non è più sceso dai primi tre gradini dal Canada, ed ora vanta un podio in più rispetto a Charles Leclerc. Davvero incredibile considerando la differenza di passo tra le due monoposto.

F1, la Mercedes percorre 1000 km in più della Ferrari

L’affidabilità è un argomento che è tornato di moda in F1 in questa stagione. La nascita di monoposto completamente differenti da quelle del passato più recente ha generato non pochi problemi tecnici, che hanno colpito soprattutto la Ferrari. La Scuderia modenese, che nell’ultimo biennio pagava un gap enorme in termini di potenza della power unit, ha rischiato molto, pagando le proprie scelte con ben tre esplosioni in questa stagione.

Charles Leclerc si è fermato mentre era al comando sia in Spagna che in Azerbaijan, mentre Carlos Sainz è stato quasi inghiottito da un inferno di fiamme in Austria, mentre stava attaccando la Red Bull di Max Verstappen, cosa che avrebbe garantito alla Ferrari la seconda doppietta stagionale dopo quella del Bahrain.

La Mercedes, da questo punto di vista, è stata la migliore della nuova era della F1. Lewis Hamilton è l’unico che ha sempre visto il traguardo, mentre George Russell si è dovuto ritirare a Silverstone ma solo perché si ritrovò invischiato nella carambola della prima curva.

Da ciò si deduce che la freccia d’argento non ha mai subito guasti tecnici, un ottimi risultato per il panzer anglo-tedesco. Anche per McLaren ed Aston Martin, entrambe motorizzate Mercedes, non ci sono stati problemi di sorta, e la conferma arriva proprio dalla classifica dei chilometri percorsi.

Al comando c’è il team di Woking con 7594,985 km, seguita dall’Aston a 7533,522. Terza la Mercedes ufficiale con 7496,371, mentre l’Alpine è quarta davanti a Red Bull e Williams. Settima l’AlphaTauri, con i motorizzati Ferrari che occupano mestamente le ultime tre posizioni.

6716,666 km per la Haas, davanti ai 6520,363 dell’Alfa Romeo Racing. In chiusura c’è proprio la Ferrari, nettamente ultima con appena 6301,873 km percorsi, vale a dire ad oltre 1000 chilometri di distanza dalla Mercedes. Una vera e propria disfatta sul fronte dell’affidabilità, aspetto che dovrà essere migliorato e di parecchio in futuro.

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Giovanni Messi
Tags: Primo Piano

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