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Formula 1

Nervi tesi alla Red Bull: Horner spiega cosa è successo

Published by
Chiara Rainis

Al termine del GP del Montmelo Perez non ha nascosto il proprio disappunto per alcune richieste della Red Bull. Ecco cosa è successo.

Quando si lotta per le prime posizioni anche il carattere più docile diventa aggressivo. Ecco il motivo per cui Perez che, al suo ingresso in Red Bull, sembrava aver preso benissimo il ruolo di spalla di Verstappen, domenica scorsa, al Catalunya, si è ribellato, seppur solo a parole alle richieste del muretto di lasciarlo passare.

Red Bull, Christian Horner e Sergio Perez (Ansa Foto)

Nonostante questi fosse rallentato da noie tecniche, al DRS in particolare, la squadra ha preferito rischiare piuttosto che far vincere il messicano il quale, dopo aver bofonchiato via radio, ha rimarcato il proprio beau geste nelle interviste a caldo. “Ne dovremo parlare“, ha rilanciato in mondovisione, facendo intendere chiaramente di non aver gradito.

Horner difende la Red Bull sul sacrificio di Perez

Dunque, Sergio immolato alla causa di Max, ma con ben poca convinzione. E’ evidente che, alla luce del ritiro del ferrarista Leclerc e della gara stentata di Sainz, il driver di Guadalajara si immaginava di ricevere ben altro trattamento.

Chi è al volante non ha una visione chiara della strategia da adottare e nemmeno sa cosa accade davanti. E’ normale che non si voglia cedere la leadership, tuttavia una battaglia tra di loro non avrebbe avuto senso“, ha difeso l’operato dei suoi uomini chiamati a decidere come muoversi.

Per il manager inglese se l’olandese non avesse avuto problemi all’ala mobile, la sua corsa sarebbe stata del tutto differente, in quanto avrebbe superato con agilità Russell, che si è comunque difeso con le unghie e coi denti, dopo essere uscito di pista a seguito di una folata di vento.

E proprio durante il testa a testa con George, il team ha capito di dover passare alle tre soste. “Eravamo indecisi perché le nostre gomme hanno tenuto meglio di quelle della concorrenza, ma il ko di Charles ci ha fatto propendere per un approccio meno conservativo e una differenziazione da Checo“, ha proseguito nella sua analisi.

Ad agevolare il diktat rivolto al 32enne la consapevolezza che la RB18 del campione del mondo era in crisi non solo con il device per i sorpassi, ma pure in termini di temperatura di acqua e olio. Tutti i difetti che un ruota a ruota avrebbe potuto ulteriormente aumentare.

Alla fine Sergio ha dovuto fermarsi ugualmente verso le ultime tornare. Ciò che conta è che i due piloti abbiano lavorato come una squadra, portando alla classifica costruttori il massimo due punti in una giornata sfavorevole alla Rossa“, ha concluso gaudente per la doppietta strappata in Spagna e molto probabile inattesa.

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Chiara Rainis

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