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Formula 1

F1, perché la Ferrari non ha fatto la sosta con la Safety? Tutto svelato

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Giovanni Messi

In F1 ci sono molte variabili, e la Safety Car è una di queste. La Ferrari non ha fatto la sosta, e Mattia Binotto ne svela i motivi.

Il primo Gran Premio di Miami nella storia della F1 ha visto trionfare Max Verstappen e la Red Bull, i quali hanno dimostrato di essere i più forti, il pilota migliore sulla macchina migliore. Già ad Imola, si era visto che l’antifona era cambiata rispetto ai primi appuntamenti, con la RB18 dotata degli aggiornamenti tecnici che le hanno permesso di ridurre il proprio peso di 4 kg.

F1 Ferrari (ANSA)

La Ferrari deve leccarsi le ferite, sperando che gli aggiornamenti che arriveranno a Barcellona saranno funzionali. La monoposto costruita a Maranello, che era la migliore ad inizio anno, si sta invece sciogliendo come neve al sole, a causa di sviluppi che non sono mai stati portati.

Il problema della F1-75 è il porpoising, che non permette agli ingegneri di portare con troppa sicurezza gli aggiornamenti. Infatti, le parti nuove vengono provate con precisi parametri in galleria del vento, dove non è tuttavia possibile simulare il fenomeno del “pompaggio”.

Le F1 ad effetto suolo stanno affrontando questo guaio sin dai primi test di Barcellona, ma solo la Red Bull è riuscita a risolverli in pieno. A Miami, le monoposto saltavano in maniera minore per via delle ali scariche utilizzate, ma in piste, come la stessa Barcellona, dove occorre un carico aerodinamico più elevato, il porpoising potrebbe tornare presente.

Tra gli aspetti che hanno caratterizzato il Gran Premio di Miami non può mancare un’analisi della Safety Car, che è entrata in pista ad una quindicina di giri dalla fine per via del contatto tra l’AlphaTauri di Pierre Gasly e la McLaren di Lando Norris, che è rimasta ferma in pista. La Ferrari, in quel momento, aveva il margine per effettuare la sosta, ma per una serie di motivi si è deciso di non far pittare Charles Leclerc e Carlos Sainz.

F1, Binotto spiega perché la Ferrari non si è fermata

Il primo GP di Miami nella storia della F1 non ha riservato particolari emozioni, se non per gli ultimi giri in cui Charles Leclerc ha tentato l’assalto a Max Verstappen. Le analisi rivelano che lo spazio per effettuare la sosta e rientrare davanti alla Red Bull di Sergio Perez c’era, visto che il messicano pagava quasi mezzo minuto di ritardo dal leader del mondiale.

Mattia Binotto ha spiegato i motivi della mancata sosta alla fine della gara, in un’intervista concessa a “RacingNews365“: “Pensavamo che i nostri pneumatici usati fossero più resistenti di quelli nuovi. Con le gomme nuove avremmo avuto più problemi a scaldarle che con le gomme usate“.

Il team principal della squadra di riferimento in questa nuova F1 assieme alla Red Bull ha aggiunto: “Quindi, abbiamo deciso di stare fuori perché in quel momento credevamo che fosse l’occasione migliore per fare un buon riscaldamento delle gomme e provare ad attaccare in quei primi giri. Ed è quello che è successo“.

La prima possibilità per Charles è arrivato nel primo giro dopo la Safety Car, ma anche per Carlos per difendersi da Checo. Sainz è stato molto bravo ed è riuscito a tenere la posizione, Charles non è riuscito a passare davanti per poco. Dobbiamo spingere molto sugli sviluppi, abbiamo lavorato tanto per quello che porteremo a Barcellona. Sarà una battaglia“.

Binotto è consapevole della grande sfida che attende la sua Ferrari. La Red Bull e Max Verstappen sono degli avversari molto difficili da fronteggiare, con il campione del mondo che in questo momento versa in uno stato di grazia quasi inarrestabile. Tra due settimane potrebbe decidersi gran parte di questa stagione, che sin qui è stata esaltante.

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Giovanni Messi
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