Forte di tre podi nelle sei gare finora disputate, Espargaro alza l’asticella per la stagione del team di Noale e ammette di puntare in alto.
Pur lontano da voli pindarici, Aleix Espargaro ha grande fiducia. Il 2022 potrebbe essere davvero l’anno giusto per Aprilia e lui lo sente. Da quando Marc Marquez ha smesso di dominare, la MotoGP non è più terra di conquista per un solo marchio e tutti hanno la possibilità di dire la loro. Ciò significa che il target iridato è più abbordabile.
Autore del primo successo del marchio veneto in top class nel GP d’Argentina, e salito sul podio nei recenti round di Portogallo e Spagna, il pilota di Granollers ha il morale a palla. Attualmente occupa la seconda piazza della generale con un distacco di sette lunghezze da Fabio Quartararo, ma pur ammettendo che alla sua moto manca ancora qualcosa per raggiungere la Yamaha del francese, ha definito il suo team sulla dritta via per fare il botto.
Il feeling con la RS-GP è in crescita, di conseguenza l’iberico non mollerà fino al gran finale di Valencia.
“Ho iniziato a sognare dal Qatar e sebbene debba tenere i piedi per terra so che è reale”, ha affermato a Motorsport.com. “Stiamo facendo un grande lavoro, tuttavia ci manca qualcosa in termini di velocità. Domenica scorsa a Jerez, se non fossi rimasto bloccato dietro Miller e Marquez sarei stato vicino a Quartararo e Bagnaia“, ha analizzato dettando come primo principio da tenere presente, la costanza. “Non dobbiamo commettere errori ed essere lì“, ha aggiunto lieto del suo posizionamento in classifica.
La terza top 3 conquistata in Andalusia e dunque la prova di competitività della moto, hanno comportato la perdita delle concessioni per la scuderia italiana che, dall’anno prossimo non potrà più svolgere test in corso di stagione con i rider titolari e dovrà accontentarsi di nove motori anziché sette. Oltre a ciò non potrà più sviluppare liberamente i propulsori e l’aerodinamica.
Una privazione, questa, che non sembra preoccupare più di tanto il 32enne. “E’ corretto lottare ad armi pari“, ha considerato dichiarandosi ottimista circa la tenuta psicologica dei tecnici Aprilia.
“Ci sarà più stress, però non penso che cambierà molto. La mia vita sarà più semplice. Avevo una sessione dopo Le Mans, al Mugello, in futuro invece avrò più tempo per stare a casa e andare in bicicletta. La parte veramente complicata è stata raggiungere il livello di oggi. L’unità motrice dovrà durare più a lungo, è vero, ma possiamo farcela“, ha concluso il catalano.
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