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Formula 1

Ferrari F1-75, è questo il segreto? Questo aspetto sta facendo la differenza

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Giovanni Messi

La Ferrari sbarca ad Imola consapevole di essere la favorita, anche grazie ad una trazione superiore a tutti gli avversari della griglia.

L’ultima volta che la Ferrari si era presentata in testa alla classifica del mondiale in un Gran Premio italiano era accaduto nel 2017, quando Sebastian Vettel precedeva la Mercedes di Lewis Hamilton alla vigilia di Monza. Il vantaggio del tedesco sul rivale era di appena 7 punti, e proprio dall’appuntamento nostrano era iniziata la fine del sogno iridato.

All’epoca, le frecce d’argento dominarono la scena, rifilando oltre mezzo minuto a Seb a causa di una manifesta superiorità motoristica. Oggi, le cose sono ben diverse, con Charles Leclerc che vanta 34 lunghezze di margine sulla Mercedes di George Russell e 46 sul rivale più temuto, vale a dire Max Verstappen.

La nuova Ferrari è stata capace di sbaragliare la concorrenza nelle prime uscite stagionali, e c’è chi è pronto a scommettere su un’altra vittoria Rossa ad Imola. La stampa britannica ha parlato di un Leclerc super-favorito per la conquista del mondiale, ma anche dall’Olanda, patria del campione del mondo, c’è molta preoccupazione viste le performance della F1-75.

Come dicevamo, rispetto a quel Gran Premio d’Italia del 2017 ci sono molte differenze. La nuova power unit costruita a Maranello è probabilmente la migliore, anche se la Rossa è inferiore alla Red Bull a livello di velocità massima, ma a causa di una vettura meno efficiente dal punto di vista aerodinamico. La power unit progettata da Enrico Gualtieri è dotata di una coppia impareggiabile per la concorrenza, che regala una grande trazione a Leclerc e Carlos Sainz.

Le Rosse sono le monoposto più rapide in uscita di curva e nella prima parte dei rettilinei, anche se la top speed è poi leggermente inferiore ad altre monoposto. Tuttavia, il grande telaio fa la differenza nella zona mista, e la F1-75 riesce a rivelarsi la vettura migliore del lotto in questa prima parte di stagione.

Nei tratti guidati infatti, la Red Bull è sempre stata la monoposto migliore del lotto, ma in questo avvio di campionato perfino il genio di Adrian Newey si è dovuto inchinare alla bravura dell’entourage tecnico a disposizione di Mattia Binotto. Ad Imola, il Cavallino potrebbe rifilare un’altra mazzata alla concorrenza grazie ad un piccolo segreto.

Ferrari, ecco i motivi dell’ottima trazione

La Ferrari ha puntato tutto sul 2022 dopo due stagioni molto difficili, ma i risultati stanno dando ragione alle scelte effettuate durante il 2020. La F1-75 è un progetto partito da molto lontano, sfruttando anche la lotta tra Red Bull e Mercedes della passata stagione che ha impedito loro di concentrarsi al 100% sulle vetture ad effetto suolo.

Come ben si è visto soprattutto in Bahrain, la Rossa può godere di un grande vantaggio sulla concorrenza in un aspetto che da sempre l’aveva messa in crisi: la trazione. Questo gran gap sugli avversari è favorito da due particolare, ovvero l’ottima coppia della power unit ed i mini flap della brack duct, come ben spiegato da Giorgio Piola in un’analisi pubblicata sulle colonne di “Motorsport.com“.

Come ben sappiamo, ad Imola viene utilizzato un carico aerodinamico medio-alto, vista la presenza di alcune curve piuttosto veloci, ma anche di tratti lenti come nel caso della Variante Alta o delle due curve della Rivazza. In quei tratti fa la differenza la meccanica, dove la Ferrari può vantare un buon margine sugli altri.

Particolarmente utili alla causa della F1-75 sono le piccole appendici aerodinamiche che fanno parte della brake duct posteriore, composte da ben cinque flap, che generano dei flussi fondamentali nel mandare in temperatura le gomme e nel gestirle senza portarle ad un eccessivo surriscaldamento.

Questa, assieme all’ottimo schema sospensivo, è una delle tante innovazioni introdotte su questa vettura, a conferma del gran lavoro svolto a Maranello negli ultimi mesi. Ad Imola, un elemento del genere potrebbe fare una grande differenza sui rivali, senza dimenticare anche l’ottima coppia della power unit prodotta dalla Scuderia modenese.

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Giovanni Messi
Tags: Primo Piano

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