Il dottor Claudio Costa parla del ritorno epico di Marc Marquez a poche settimane dall’infortunio rimediato a Mandalika.
Marc Marquez ha preso il volo per gli Stati Uniti nella giornata di mercoledì, all’indomani del test sulla pista di Alcarras con la sua Honda CBR600RR. Ha compiuto una trentina di giri, testato la sua vista dopo il nuovo caso di diplopia, che si è rivelata più lieve di quanto si potesse immaginare. In queste ore è già ad Austin, pronto a riprendere la corsa verso la testa del Mondiale: con 11 punti incassati a Losail la vetta dista 34 lunghezze e c’è tutto il tempo per recuperare.
Il rientro avviene su una pista dove il pluricampione della Honda ha vinto sette volte in otto apparizioni, l’unica mancata vittoria risale al 2019, quando è caduto mentre era saldamente al comando della gara. Un circuito talismano che potrebbe riservare una gradita sorpresa a Marc Marquez e alla sua squadra, reduce da un difficile GP di Argentina svoltosi senza di lui. Qualcuno si chiede se i tempi per ritornare in sella alla RC213V non siano affrettati, ma il via libera dei medici ha sicuramente preso in considerazione ogni aspetto.
Il Dottor Claudio Costa, il padre della Clinica Mobile, ha sempre avuto un occhio di riguardo per Marc Marquez. In una intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ esprime la sua epica opinione sull’otto volte campione del mondo che ancora una volta è stato capace di stupire tutti. “Di certo la diplopia è scomparsa e ci sono tutte le premesse per un rientro alla grande. Resta una incognita: con quella moto è caduto molte volte, ma lui è il “Re dell’America” perché ha sempre vinto ad Austin. Ci sono tutte le premesse non per finire sul podio, ma per vincere la gara”.
L’obiettivo del fenomeno di Cervera adesso è mettersi alle spalle la lunga scia di infortuni per riaprire una parentesi vincente. Probabilmente gli incidenti potrebbero averlo segnato, ma nulla potrà cambiare il Dna del fuoriclasse. “Sono sicuro che le ferite ce l’hanno solo gli eroi. Miti e leggende parlano di eroi feriti perché la ferita non porta solo alla fine dell’impresa, ma può diventare una condizione per vedere diversamente e trovare soluzioni che fanno essere più forte l’eroe rispetto a prima. Marquez è come un faro universale che dimostra che quando tutto crolla può sempre esserci una via di uscita”.
Non ha mai smesso di rincorrere il sogno del nono titolo mondiale e probabilmente prima o poi lo raggiungerà, diventando una leggenda a tutti gli effetti. “La medicina più potente, per un pilota, è il desiderio”, ha concluso il Dottor Claudio Costa.
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