Alberto Puig, team principal Honda risponde a Piero Taramasso sull’adozione della carcassa più dura adottata nel Gran Premio di Mandalika.
Dopo l’incidente di Marc Marquez e il 12° posto di Pol Espargarò a Mandalika, Honda ha il dente avvelenato con il fornitore degli pneumatici Michelin. La carcassa adottata per il week-end indonesiano ha causato non pochi problemi alla RC213V, tanto che Alberto Puig nel post gara ha detto chiaramente di voler discutere con l’azienda francese. Durante i test invernali in Indonesia era stata adottata una carcassa più morbida ampiamente approvata dai costruttori, ma poi nel week-end del Gran Premio Michelin ha optato per una costruzione più dura.
Pol Espargarò e altri piloti sono stati molto critici nei confronti della carcassa già adottata in passato, ma Piero Taramasso ha risposto che era compito dei costruttori adattare le moto alla costruzione più dura. Parole che non sono affatto piaciute ad Alberto Puig che ha ribattuto in una lunga intervista concessa ad Autosport. “E’ strano quando dice, ovviamente in modo educato, che la Honda non sa come adattarsi”, ricordando le numerose vittorie del marchio giapponese in classe regina negli ultimi 45 anni. “In base alla mia esperienza – ha aggiunto il team manager – devi parlare prima con i piloti e non con Apple, IBM o Dell, dove vedi una linea su un computer”.
La risposta di Puig si fa sempre più accesa e si rivolge a muso duro contro Piero Taramasso, boss della Michelin: “Quando si parla delle sue gomme diventa iper sensibile, non ammette mai un errore da parte sua. Tutti possiamo sbagliare e anche lui”. Non ritiene che l’incidente di Marc Marquez sia stato causato dalla carcassa posteriore, ma aggiunge che un incidente è sempre causa di una concomitanza di fattori, gomme comprese.
Inoltre il tecnico catalano entra più nello specifico e spiega perché quella carcassa non era adatta per il circuito di Mandalika. Quel pneumatico era già stato impiegato in Thailandia e Austria nel 2018 e 2018, ma si trattava di layout di diversa morfologia, con lunghi rettilinei e dove le moto non erano costantemente in angolo di piega. Il tracciato indonesiano richiedeva un miglior grip sui bordi del pneumatico, “non è necessaria una gomma molto dura per questo tipo di pista. Questa carcassa più vecchia aveva e ha i suoi problemi, specialmente con la temperatura degli pneumatici”.
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