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Formula 1

F1 e Motomondiale, un dato storico: non era mai successo prima

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Giovanni Messi

Per l’Italia è stato un grande inizio di 2022. La Ferrari ha fatto doppietta in F1 in Bahrain, mentre i nostri piloti votano sulle due ruote.

Esaltante inizio di 2022 per i nostri colori nel mondo del motorsport. La F1 è partita nel segno del dominio Ferrari in Bahrain, dove Charles Leclerc ha vinto seguito a ruota da Carlos Sainz. La nuova Rossa ad effetto suolo non ha avuto rivali nel deserto di Sakhir, dimostrandosi superiore in tutto e per tutto.

Leclerc e Bastianini (ANSA)

Il Cavallino si è tolta la prima, grande soddisfazione, dimostrandosi superiore anche a livello di squadra. Le strategie sono state perfette, così come i pit stop che sono risultati nettamente più veloci rispetto a Red Bull e Mercedes, che solitamente erano inarrivabili anche in questa area.

Max Verstappen ci ha provato a farsi valere, ma il ritmo della Ferrari era più rapido e non c’è stato nulla da fare. L’olandese si è poi dovuto arrendere ad un problema tecnico, ritirandosi negli ultimi giri. Stesso destino anche per il compagno di squadra Sergio Perez, che all’ultimo passaggio si è girato per un guasto simile a quello del campione del mondo.

La stagione di F1 non poteva partire in modo migliore per i tifosi italiani, ma grandi soddisfazioni arrivano anche dal Motomondiale. Nel primo appuntamento in Qatar, il nostro paese aveva festeggiato addirittura una tripletta: Andrea Migno si era imposto in volata in Moto3, precedendo il dominio di Celestino Vietti in Moto2.

Il colpaccio lo ha firmato Enea Bastianini con la vittoria al debutto con la Ducati del Gresini Racing in MotoGP, per la gioia di tutto il box del team fondato dal grande Fausto. Nella classe più leggera, per l’Italia è arrivato un altro trionfo in Indonesia, dove ad imporsi ci ha pensato Dennis Foggia con il Leopard Racing.

F1, l’Italia domina sia nel Circus che nel Motomondiale

F1 e MotoGP sono partite nel segno dei nostri colori, e questo lo si evince anche dalle classifiche mondiali. Con la doppietta in Bahrain, la Ferrari si è messa nettamente in testa ai due campionati, piloti e costruttori, portando a casa 44 punti su 44 disponibile grazie al punticino addizionale conquistato dal giro veloce di Charles Leclerc.

La Rossa ha tentato subito una mini-fuga, potendo contare su 17 lunghezze di margine sulla Mercedes, mentre la Red Bull ha portato a casa un mesto doppio 0. Per la prima volta dall’estate del 2018, la Scuderia modenese è tornata al vertice delle classifiche, ed andrà a Jeddah non per difendere la leadership, ma per allungare ulteriormente sugli avversari.

In MotoGP, nonostante un week-end difficile a Mandalika è ancora Enea Bastianini a comandare nel mondiale, con 30 punti davanti ai 28 di Bradi Binder, ai 27 di Fabio Quartararo ed ai 25 di Miguel Oliveira. In Moto2, Celestino Vietti ha allungato sulla concorrenza, salendo a quota 45, seguito dai 36 di Aron Canet ed ai 29 di Sam Lowes.

La vittoria in Indonesia ha regalato al nostro Dennis Foggia la leadership iridata in Moto3, con 34 punti davanti ai 33 di Sergio Garcia. Izan Guevara è terzo a quota 28, mentre Andrea Migno è stato costretto al ritiro, restando inchiodato a 25 punti, ma non abbandonando di certo le proprie velleità di titolo.

Non era mai successo che, nello stesso giorno, le classifiche di F1 e MotoGP venissero comandate rispettivamente dalla Ferrari e da tre piloti italiani, persino nell’epoca di Michael Schumacher, Valentino Rossi, Marco Melandri ed Andrea Dovizioso nei primi anni Duemila.

Per l’Italia è il tempo della svolta nel motorsport? Solo il tempo ce lo dirà, ma è chiaro che è arrivato il momento di aggiornare le statistiche nelle classi regine. Pecco Bagnaia ha vinto il titolo di Moto2 nel 2020, ma in MotoGP l’iride manca dal 2009 con Valentino Rossi, mentre la Ferrari è a secco dal 2007 quando vinse Kimi Raikkonen, mentre il costruttori latita dal 2008. Questo sembra essere finalmente l’anno buono.

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Giovanni Messi
Tags: Primo Piano

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