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MotoGP

Ducati stellare in Indonesia: Dall’Igna svela il segreto

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Matteo Bellan

Dall’Igna ha parlato dopo le Qualifiche MotoGP in Indonesia: c’è grande voglia di riscatto in casa Ducati.

Il primo gran premio del calendario MotoGP 2022 è stato un autentico disastro per il team ufficiale Ducati, non ci sono dubbi. Entrambi i piloti si sono ritirati, uno per problemi tecnici e l’altro per una caduta. In Indonesia c’è desiderio di rivincita.

Francesco Bagnaia e Jack Miller sono chiamati a conquistare un risultato positivo al Mandalika International Street Circuit. Ambedue vogliono giocarsi il titolo quest’anno e dunque devono ripartire, mettendosi alle spalle quanto successo a Losail.

La casa di Borgo Panigale veniva data per favorita da molti alla vigilia dell’inizio del campionato, però con la squadra factory ha attraversato più difficoltà del previsto. La nuova Desmosedici GP22 va ancora affinata bene. Nella gara sull’isola di Lombok, intanto, la speranza è andare sul podio.

MotoGP, Ducati al top grazie a Dall’Igna

Gigi Dall’Igna al termine delle Qualifiche in Indonesia ha parlato ai microfoni di Sky Sport MotoGP e ha esordito parlando di cosa ha pensato dopo il difficile debutto in Qatar: “C’è un momento in cui muovere le mani e un altro in cui bisogna riflettere. Dopo Losail era il momento di fare qualche ragionamento su quanto fatto e su cosa era successo. Lo abbiamo fatto, qui poi abbiamo fatto degli aggiustamenti che ci hanno portato a fare alcune modifiche delle quali dobbiamo capire ancora tutto”.

Il direttore generale Ducati spiega che è stato fatto un passo indietro per dare ai piloti delle Desmosedici GP22 più “basiche” e dunque meno complicate da guidare: “Era giusto ripartire da una base più standard. Questo non vuol dire che abbiamo deciso di scartare le nostre idee per questa stagione, ma forse potranno venire buone in un secondo momento dopo averle studiate di più”.

Bagnaia ha chiuso sesto nelle Qualifiche di oggi al Mandalika International Street Circuit e viene chiesto a Dall’Igna perché abbia abortito un giro nel quale stava migliorando: “Non si è visto dalle immagini, ma ha commesso un errore. Gli è partito il posteriore e ha dovuto rallentare. Stava facendo un bel giro, anche se Quartararo è leggermente superiore nell’ultimo settore”.

Successivamente parla di Miller, che invece si è qualificato nono e dunque partirà dalla terza fila in gara: “Aveva qualcosa che non andava in FP4, ma l’abbiamo sistemato. Nelle Qualifiche avrebbe potuto fare bene, non ha messo insieme un buon giro commettendo qualche errore”.

Ducati sul banco degli imputati, ma Mauro Sanchini fa notare che forse la moto bolognese è quella che finora si è dimostrata più equilibrata tra Qatar e Indonesia. Dall’Igna replica: “Siamo solo alla seconda gara, le piste sono molto differenti tra loro e anche le moto sono diverse. In determinate piste certe soluzioni possono rendere meglio rispetto che in altre. Noi eravamo andati bene anche in Qatar, anche se abbiamo raccolto poco. Pure qui stiamo facendo abbastanza bene. Sono abbastanza contento e fiducioso in prospettiva”.

L’ingegnere veneto non crede che il Mandalika International Street Circuit mostri i reali valori rispetto al circuito di Losail, che a sua volta non dice mai la verità: “Queste sono tutte piste un po’ particolari. Bisognerà arrivare in Europa per avere il quadro completo della situazione e stilare una graduatoria. Non penso che questa pista sia una cartina di tornasole”.

Battute finali dedicate a Jorge Martin ed Enea Bastianini, due giovani che la Ducati supporta e nei quali crede molto per il futuro. Dall’Igna lo ribadisce: “Sono entrambi bravissimi ragazzi e grandi talenti. Cerchiamo di aiutare loro e tutti quanti. Diamo a ognuno il migliore materiale possibile, consigliandogli anche dal punti di vista tecnico e umano”.

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Matteo Bellan

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