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Formula 1

Mercedes, la W13 è illegale? Arriva il definitivo responso dopo le proteste

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Giovanni Messi

Martedì si è tenuta una riunione del Technical Advisory Committee, dove si è parlato degli specchietti della Mercedes. Ecco le conclusioni.

Al via delle prove libere del Gran Premio del Bahrain mancano ancora due giorni, ma il mondo della F1 si è già diviso su una questione molto delicata. Dopo un iniziale progetto non troppo originale, la Mercedes si è presentata ai test di Sakhir con una W13 completamente diversa rispetto a quella vista a Barcellona.

Mercedes F1 W13 (Twitter)

L’attenzione di tutti si è focalizzata attorno alla zona dei sidepod: sulla versione definitiva della freccia d’argento, le fiancate sono del tutto piatte, con le branchie che sono state aperte con una forma differente rispetto alla Ferrari, tanto per fare un paragone. Quelle sulla W13 sono apparse più grandi, ma c’è anche da capire questa scelta. Le pance sono molto piccole e la power unit ha bisogno di maggior raffreddamento.

I radiatori sono stati posti in posizione del tutto differente, e tutti si stanno domandando come è possibile che questa monoposto riesca a garantire un corretto raffreddamento alla power unit. Se ricordate, a Barcellona le branchie erano state provate soltanto per un pomeriggio per poi essere accantonate. Sulla pista di Sakhir, con temperature più alte e fiancate più piccole, in teoria non potrebbe farne a meno.

La Mercedes ha però palesato alcune difficoltà nel corso delle prove della scorsa settimana, tanto da essere posizionata alle spalle di Red Bull e Ferrari nella virtuale griglia di partenza della prima gara stagionale. La monoposto ha palesato problematiche di porpoising e bottoming, che tenteranno di risolvere grazie ad un nuovo fondo che arriverà per il week-end di gara.

Oltre alle nuove fiancate, l’attenzione dei rivali si è concentrata sugli specchietti della freccia d’argento, messi subito sotto accusa in particolar modo da Mattia Binotto. Il regolamento dice che il supporto per gli specchietti deve avere solo una funzione strutturale e se comporta un’influenza aerodinamica deve essere solo “incidentale”. Alla Ferrari venne bocciata una soluzione che venne introdotta nel 2018 a Barcellona, dove gli specchietti si raccordavano all’Halo.

Mercedes, gli specchietti sono stati dichiarati legali

Della soluzione Mercedes si è discusso nella giornata di martedì alla riunione del Technical Advisory Committee, e secondo quanto riportato da “Motorsport.com“, la W13 sarebbe perfettamente legale e conforme ai regolamenti. Quella sorta di ala a cui sono collegati gli specchietti è stata dichiarata come parte del supporto dei retrovisori dei flap, pur non avendo alcun contatto diretto con lo specchietto.

Questo dettaglio rende bene l’idea della genialata Mercedes, dal momento che l’influenza aerodinamica di quel particolare sembra essere piuttosto evidente. Sulla freccia d’argento, dunque, non dovranno essere operate delle modifiche, e c’è da attendersi una risposta immediata da parte della concorrenza.

Ricordiamo che i ricorsi ufficiali da parte delle squadre possono partire solo dal week-end di gara, cosa che fece la Red Bull nei confronti del team di Brackley nel 2020 in Austria, nel tentativo di protestare contro il DAS. La sensazione è che la guerra sia appena iniziata, ancor prima di dare il via alle danze di questa nuova stagione.

Come potevamo immaginare, nonostante un regolamento piuttosto standardizzato i team sono riusciti ad inventare soluzioni originali ed estreme, nel tentativo di beffare la concorrenza. La Ferrari, dal canto suo, ha optato per dei concetti totalmente opposti rispetto alla Stella a tre punte, con delle pance molto ingombranti.

Va ricordata, però, una cosa molto importante: in queste nuove monoposto a fare la differenza sarà il fondo, e come esso riuscirà a far funzionare l’effetto suolo che è stato riportato in vigore dai regolamenti vigenti. Chi ne approfitterà al meglio potrebbe acquisire un buon gap sugli avversari, al netto della forme delle pance o di specchietti al limite delle norme imposte.

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Giovanni Messi
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