La F1 ha comunicato ufficialmente la propria presa di posizione sul GP di Russia, messo in discussione dopo che Putin ha invaso l’Ucraina.
La Formula 1 non è rimasta insensibile di fronte all’attacco della Russia nei confronti dell’Ucraina. Un evento tragico e che ovviamente non può non condizionare anche il calendario del campionato, dato che a settembre è previsto un gran premio a Sochi.
I vertici della F1 hanno avuto un confronto diretto con i team e con la FIA al fine di arrivare a una posizione condivisa e a una decisione per il GP di Russia. Le parti si sono trovate d’accordo nell’effettuare una scelta drastica. Poco fa è arrivato il comunicato ufficiale in merito:
“Stiamo osservando gli sviluppi in Ucraina con tristezza e shock e speriamo in una risoluzione rapida e pacifica della situazione attuale. Giovedì sera la Formula 1, la FIA e le squadre hanno discusso la posizione del nostro sport e la conclusione, inclusa l’opinione di tutte le parti interessate, è che è impossibile tenere il Gran Premio di Russia nelle circostanze attuali”.
La Formula 1 fa sapere tramite i propri canali ufficiali che non ci sono le condizioni per gareggiare a Sochi nel weekend del 23-25 settembre. Pertanto quell’appuntamento non si dovrebbe disputare. Si spera che il conflitto termini al più presto, perché le guerre non portano mai a buone cose, ma intanto il Circus ha voluto prendere una posizione ufficiale ed è quella corretta.
Già in mattinata ci aveva pensato il mondo del calcio, con la UEFA che ha annunciato che la finale della prossima Champions League non si terrà più a San Pietroburgo. La sede dell’appuntamento in calendario a fine maggio è stata spostata a Parigi. Lo sport sta dando delle risposte rispetto a quelle che sono le azioni vergognose della Russia nei confronti dell’Ucraina.
In F1 anche gli stessi piloti si stanno schierando. Il primo è stato Sebastian Vettel, il quale ha dichiarato che non sarebbe andato a Sochi per il gran premio. Anche Max Verstappen e altri stanno prendendo posizione sul delicato argomento. Nessuno vuole correre in Russia ed è giusto così.
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