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Formula 1

Da Sainz a Vettel: il 2022 sarà l’anno del mercato piloti in F1

Published by
Oscar Slaifer

Una stagione rivoluzionaria sotto l’aspetto dei regolamenti, ma anche per almeno metà griglia che è in cerca di un nuovo contratto. A partire dal ferrarista Sainz.

F1 (GettyImages)

La stagione 2022 per la Formula 1 sarà davvero particolare, visto il cambio di regolamento che porterà a vetture completamente diverse rispetto al recente passato. Una rivoluzione tecnica che potrebbe rimescolare le carte e portare diversi team e piloti a lottare per le posizioni che contano.

Sainz & co.: quanti piloti in cerca di contratto

Ma non sarà solo una stagione interessante dal punto di vista delle prestazioni delle monoposto, ma anche per come si comporteranno i piloti. Sì, perchè a ben vedere metà griglia o quasi ha il contratto in scadenza proprio a fine anno. E allora già da questi primi mesi del 2022 si prospetta un mercato “bollente”.

Tra i più ricercati ovviamente c’è Carlos Sainz Jr., che dopo una prima stagione in Ferrari molto buona con il quinto posto in classifica generale (davanti anche al più quotato compagno di box Charles Leclerc) e diversi podi portati a casa per la Rossa, cerca proprio in questo inizio di stagione la riconferma. E, a sentire le parole del team principal Mattia Binotto, tutto sembra portare a un rinnovo più che sicuro per Sainz.

Altro nome caldo è quello di Sergio Perez, che prima del passaggio lo scorso anno in Red Bull sembrava fuori dalla F1. L’occasione il messicano l’ha sfruttata bene, con un finale in crescendo con piazzamenti in top-4 in tutte le ultime sette gare. La differenza con Max Verstappen è stata netta, ma le opzioni per la scuderia anglo-austriaca sono poche.

Chi sogna il salto di qualità in particolare sono i due Alpha Tauri, Pierre Gasly e Yuki Tsunoda, anche loro con contratto che scadrà a fine anno. Il francese ha già avuto la sua occasione nel team “madre” (non sfruttata) e meriterebbe per quanto visto lo scorso anno una seconda opportunità. Più chance sembra averle il giapponese, che ha alternato cose ottime per un rookie a passaggi a vuoto. Insomma Perez sembra al momento l’unicavera opzione di livello per la Red Bull.

Altro punto interrogativo è quello legato a Fernando Alonso, rientrato dopo diversi anni in F1 per sposare il progetto Alpine proprio in chiave 2022. Se non dovesse esserci il tanto proclamato salto di qualità, non è detto che lo spagnolo decida di rimanere. Ma se ci fosse l’opportunità per fare un ulteriore step in avanti e magari sperare nel 2023, c’è da scommettere che l’asturiano potrebbe rinnovare con la casa francese almeno per una stagione ancora.

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Altro dubbio rimane Sebastian Vettel. Dopo le ultime due deludenti annate in Ferrari, dove ha anche sentito la pressione del talento emergente Leclerc, il tedesco in Aston Martin ha sicuramente fatto un passetto in avanti. Ma non basta. Troppi i GP in completo anonimato. Ci si aspettava qualcosa di più dal quattro volte campione del mondo ma soprattutto dalla ex Racing Point. E per questo non è detto che, se dovesse esserci un’altra annata storta, l’addio stavolta sia inevitabile.

Sicuro del posto in Williams sembra essere Nicholas Latifi, che nonostante i risultati non all’altezza ha dalla sua un qualcosa che in F1 ormai conta più del talento: il denaro. Gli sponsor infatti per una scuderia come la sua sono ossigeno e sembra difficile che possa esserci una rottura.

Alexander Albon torna quest’anno in griglia e vuole tentare di fare meglio di quanto visto in Red Bull. E Chris Horner lo ha già attenzionato proprio per il 2023, qualora il pilota dovesse mettersi in evidenza. Poi c’è il cinese Guanyu Zhou, che ha tolto il sedile in Alfa Romeo ad Antonio Giovinazzi. Lui sì che è il vero pilota sotto esame in questo 2022. Certo è che con gli sponsor dalla sua e la Cina che preme per avere più spazio in F1 sembra difficile che possa cambiare subito aria. Ma mai dire mai. E poi c’è Mick Schumacher, che sogna il passaggio in Ferrari ma che, a detta della Rossa, deve ancora crescere per poter fare il salto definitivo. C’è però da riconfermarsi almeno in Haas. E con Steiner non sarà semplice.

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