Bagnaia viene da molti designato come l’erede di Valentino Rossi, ma in realtà non è così. I motivi però non risiedono nel suo talento.
Bagnaia non è Valentino Rossi e probabilmente mai lo sarà. Non si tratta di talento, ma di carattere ed è bene che lo capiscano tutti. Oggi Pecco è sicuramente il pilota italiano più inneggiato dalla stampa nostrana che orfana del Dottore cerca un altro idolo da sbattere in prima pagina.
Chi conosce Pecco però sa che è un personaggio lontano anni luce da quello del #46. Il rider di Tavullia era irriverente, estroverso e con la risposta sempre pronta. Il pilota torinese, invece, è più riflessivo, chiuso e pacato. Non che questa sia una colpa per carità. Se proprio lo si vuole paragonare a qualcuno però, possiamo dire che caratterialmente somiglia a Dovizioso.
Inutile quindi cominciare a fare i paragoni. Bagnaia e Valentino Rossi hanno caratteri diversi e stili di guida distanti. In una cosa però sono praticamente identici: la loro fame di vittorie. Pecco però oggi non ha di certo bisogno di paragoni così pesanti, che schiaccerebbero chiunque, ma deve continuare nel suo percorso di crescita.
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Il rider della Ducati, infatti, ha dimostrato ampiamente di avere tutte le carte in regola per giocarsi il titolo. Nel 2022 però dovrà cercare di crescere soprattutto in quei weekend dove non è il più veloce, imparando a massimizzare il tutto sempre. Per vincere il Mondiale, infatti, avrà bisogno di essere il più costante possibile. Pecco non è e non sarà mai Valentino Rossi, ma visto il suo talento niente di vieta di raggiungere i suoi stessi risultati in pista.
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