Le papamobili Mercedes-Benz raccontano quasi un secolo di trasformazioni ai Musei Vaticani. La mostra «Un secolo di Papamobile» apre al pubblico il 29 ottobre 2026 e prosegue fino al 31 gennaio 2027. Al centro del percorso ci sono otto automobili storiche della Stella.
L’esposizione occupa un padiglione di vetro nel Giardino Quadrato, vicino al Padiglione delle Carrozze e alla Pinacoteca Vaticana. È un itinerario che mette insieme tecnica, costume e comunicazione: attraverso le vetture si può leggere anche il cambiamento del rapporto fra il Pontefice e le persone che incontra.
Accanto alle otto auto papali trovano spazio una Benz Patent-Motorwagen del 1886 e una Classe S contemporanea. Le due presenze allargano il racconto alle origini dell’automobile e alla produzione attuale, collegando epoche molto distanti.
Il legame con Mercedes-Benz comincia nel 1930, quando Pio XI riceve una Nürburg 460. Nei decenni seguenti arrivano grandi berline di rappresentanza, versioni landaulet e poi veicoli costruiti per rendere il Papa più visibile nelle apparizioni pubbliche.
Una svolta risale al 1980: per il viaggio di Giovanni Paolo II in Germania viene preparata una Classe G con seduta rialzata, cupola trasparente e carrozzeria madreperlata. La priorità diventa permettere al Pontefice di vedere ed essere visto. Questa impostazione influenza anche le successive papamobili basate sulle Classi G e M.
La storia arriva fino alla prima papamobile interamente elettrica, una G 580 in allestimento speciale, a disposizione del Vaticano dal 2024. È una tappa dell’evoluzione tecnica raccontata da Mercedes-Benz, distinta dalle otto vetture storiche annunciate per il percorso espositivo.
Nell’udienza del 28 ottobre ai dirigenti della casa, Leone XIV ha richiamato proprio il valore della papamobile come mezzo per avvicinarsi ai fedeli. Il Papa ha inoltre incoraggiato un’innovazione attenta alle persone, all’ambiente e al bene comune: un contesto che affianca la lettura automobilistica della mostra.
Per ripercorrere altri modelli e trasformazioni, su TuttoMotoriWeb è disponibile anche il nostro approfondimento sulla storia delle papamobili.
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