Fabio Quartararo annuncia che non adotterà il numero #1 nella stagione 2022 e svela la genesi del marchio “El Diablo”.
Fabio Quartararo ha riportato il titolo mondiale nella bacheca Yamaha dopo un’assenza di circa sei anni. L’ultimo titolo risale al 2015 ad opera di Jorge Lorenzo, ma adesso è il francese a voler scrivere nuove pagine di storia. Tanto da mettere un po’ di pressione sulla sua Casa costruttrice, rinviando la decisione del rinnovo di contratto fino al test di Sepang, quando proverà il motore della nuova M1. Solo allora ufficializzerà la decisione di restare con la Casa di Iwata. Del resto sarebbe un vero azzardo pensare di cambiare costruttore in questo momento…
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Il 22enne di Nizza ha intenzione di riconfermarsi campione, ma per riuscirci deve avere una moto all’altezza della concorrenza. E ducati nel finale di Mondiale ha impressionato non poco. Non adotterà il numero #1 sul cupolino della sua Yamaha e ricorda come sia legato al numero 20: “Sono nato il 20 aprile. Ecco perché ho iniziato con questo numero di partenza… Ho iniziato con il numero 20 e non mi sento il numero uno”.
Seguirà la scia di Valentino Rossi e Marc Marquez che sono rimasti ai loro numeri originari anche dopo la conquista di più Mondiali. Altre al numero 20 Fabio Quartararo porta con sé un altro marchio quello di “El Diablo“, un nomignolo che porta con sé sin dall’infanzia. Come è nato questo soprannome? “Quando ero bambino, avevo un casco con un diavolo sul retro”, racconta il neo campione del mondo di MotoGP. “Eravamo 30 o 40 bambini e correvamo in bicicletta e giocavamo a calcio. Un bambino mi chiamava ‘El Diablo’. Da allora è rimasto con me. È un bel ricordo”.
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