Ora che entrambi sono ex piloti di MotoGP, Danilo Petrucci avanza una proposta indecente a Valentino Rossi: “So che lo attira”
È stato uno dei primi in assoluto ad abbracciare Valentino Rossi, al termine del Gran Premio di Valencia, mentre i due si trovavano ancora in pista, nel corso del giro d’onore. Già, perché inevitabilmente la notizia, nel giorno del ritiro del Dottore, è passata in secondo piano, ma la gara conclusiva della stagione di MotoGP ha rappresentato anche il termine della carriera nel Motomondiale di Danilo Petrucci.
Anche per lui, come è ovvio, si è trattato di un’emozione fortissima: “È stata una giornata indimenticabile, che porterò sempre nel cuore”, ha raccontato a posteriori ai microfoni del quotidiano sportivo Tuttosport. “Quando ho messo la moto sulla griglia mi sono detto: ‘Non piangere’, ma quando tutti hanno cominciato ad avvicinarsi e mi hanno applaudito ho iniziato a piangere. Sono felice di aver concluso questa avventura in MotoGP con tutto questo affetto”.
Un’avventura meno vincente di quella del connazionale, la parabola di Petrux in classe regina, ma comunque di primissimo piano: dieci stagioni, 168 Gran Premi conditi da dieci podi e due vittorie. E, soprattutto, nessun rimpianto: “Sarebbe facile guardarsi indietro e dire che avrei potuto fare meglio. Nel 2019 ero davvero veloce, ma ho sofferto tanto il fatto di sentirmi un secondo pilota e di non essere preso in considerazione (quell’anno condivideva il box della Ducati ufficiale con Andrea Dovizioso, ndr). Però ho sempre dato del mio meglio, ci ho sempre provato e sono felice di ciò che ho fatto. In MotoGP non c’è mai stato un pilota con il mio stile di guida e non credo ci sarà. Più di novanta chili sulla moto… Quando lo dici gli ingegneri perdono il respiro. Alla fine sono felice, perché ho vinto e penso che questo sia un bel messaggio: chiunque, con il lavoro, l’impegno e la determinazione può arrivare in MotoGP e può anche vincere”.
Petrucci, dunque, non si guarda indietro, ma avanti. Al nuovo impegno che lo porterà dalla pista alla sabbia del deserto, nella storica maratona della Dakar: “Non vedo l’ora di cominciare”, gongola lui. E conclude con una proposta un po’ folle avanzata proprio al suo amico Valentino Rossi, anche lui ormai ex pilota di MotoGP: quella di disputare in coppia, nel futuro, questa gara così leggendaria: “So che la Dakar l’attira. Se vuole venire anche lui, possiamo farla insieme con le auto. Magari lui come pilota e io come navigatore. Quest’anno imparo a guidare, magari l’anno prossimo possiamo fare così”.
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