I diretti avversari della Mercedes, Red Bull e Ferrari in primis, avanzano sospetti sulla regolarità del motore delle Frecce nere
La Mercedes, per la precisione il suo motore, torna nell’occhio del ciclone. È di nuovo la diretta rivale Red Bull ad avanzare dei sospetti sulla regolarità del propulsore della squadra campione del mondo in carica. Ma non è la sola.
Dal Gran Premio di Gran Bretagna, che si è corso a Silverstone, in poi, infatti, nel paddock della Formula 1 sono circolate voci sempre più perplesse sulla Freccia nera, che oltre ai Bibitari sarebbero state diffuse anche dalla stessa Ferrari.
Il motivo è semplice da spiegare: come è possibile che la monoposto anglo-tedesca abbia migliorato così notevolmente le proprie prestazioni, sotto l’aspetto della potenza, se la sua power unit è congelata come vuole il regolamento tecnico di quest’anno?
Ci dev’essere dietro qualcosa, malignano dunque gli avversari. Tanto che, dalle parole, sono passati alle vie di fatto. “La Red Bull ha inviato una richiesta alla Fia per scoprire il segreto”, scrive Michael Schmidt, corrispondente della rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport.
Ad inizio campionato proprio le Lattine sembravano dotate del motore più prestazionale, ma recentemente la tendenza si è invertita. Il dubbio di Milton Keynes (ma anche di Maranello), sulla base dei dati raccolti dal Gps, è che la Mercedes utilizzi qualche sistema poco chiaro per l’erogazione dei cavalli, in particolare in uscita dalle curve lente.
“Secondo loro, il segreto è nell’intercooler”, spiega Schmidt, aggiungendo che giocando con la temperatura dell’aria compressa si potrebbero raggiungere guadagni anche di 20 Cv. “Su questi aspetti si basa la maggior parte del loro vantaggio, nei tempi sul giro. La domanda è quanto l’aria possa essere raffreddata e se il sensore sia montato in un posto dove è possibile determinare i relativi valori”.
A verificarlo saranno ora i commissari della Federazione internazionale dell’automobile, chiamati direttamente e formalmente in causa dalla Red Bull. L’inchiesta è aperta.
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