Uno degli ultimi italiani a centrare un successo. Una carriera che poteva essere diversa per Trulli, che oggi compie 47 anni
Un grande talento che ha raccolto meno di quelle che erano le sue reali potenzialità. Jarno Trulli è stato uno degli ultimi piloti italiani davvero tra i più veloci del paddock, di sicuro uno dei più apprezzati. E oggi, 13 luglio, compie 47 anni.
Il pilota pescarese esordì in F1 nel 1997, alla guida della Minardi, mostrando subito il suo potenziale. Trulli giunse due volte nono nelle prime sette gare, nonostante il livello della monoposto di Faenza fosse molto modesto. Ma tanto bastò per farsi notare da Alain Prost che, dopo il GP del Canada, era alla ricerca di un sostituto di Olivier Panis, infortunatosi proprio in quell’occasione.
Trulli si giocò il posto in Prost in un test contro Emmanuel Collard, ed ebbe la meglio grazie a un ritmo decisamente inferiore sul giro. Era la grande occasione, giunta dopo poche gare nel Circus. E l’abruzzese la sfruttò. Dopo un ottimo quarto posto ad Hockenheim, l’italiano fece sognare un’intera Nazione nel Gran Premio d’Austria, quando rimase in testa per ben 37 giri. Solo il cedimento del motore gli impedì di gioire.
Le annate successive con la Prost non furono particolarmente esaltanti, fatta eccezione per un eccellente secondo posto conquistato al Nurburgring. Nel 2000 allora arrivò il passaggio in Jordan, che fu un vero e proprio trampolino di lancio per un team importante come la Renault.
In tre anni Trulli si mise in evidenza soprattutto per i suoi giri veloci in qualifica. Faticò la prima stagione in termini di risultati, ma già alla seconda arrivò un terzo posto. E nel 2004 invece l’apoteosi con l’indimenticabile vittoria a Monaco, che interruppe la lunga striscia di successi di Michael Schumacher.
Alla fine del triennio decise di tentare l’avventura in Toyota, dove fu fondamentale nella crescita del team. Nel 2005 la miglior stagione, con il sesto posto iridato, ma nel 2009 rischiò di mettersi in lizza per il campionato, ma una seconda parte di stagione “arrendevole” del team rovinò tutto. Chiuse la carriera con la Lotus, ritirandosi nel 2011 senza riuscire a chiudere a punti il campionato. Un vero peccato, perché poteva di sicuro fare molto di più.
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