Danilo Petrucci si è fatto un’idea chiara sul suo collega e amico Valentino Rossi e sulle ragioni della sua crisi in MotoGP
Tra i tanti opinionisti e addetti ai lavori che si interrogano sulle ragioni della crisi in cui è precipitato Valentino Rossi in questo inizio di campionato del mondo 2021 ce n’è uno che sembra avere le idee particolarmente chiare.
Si tratta di Danilo Petrucci, che del Dottore non è solamente un collega in MotoGP, ma anche un amico, tanto da essersi spesso allenato con lui e con i suoi ragazzi della VR46 Riders Academy al Ranch di Tavullia in passato.
Petrux, a sua volta passato dalla Ducati alla Ktm Tech3 in questa stagione e per questo motivo in difficoltà a prendere le misure del suo nuovo mezzo, si è ritrovato di nuovo a lottare contro il nove volte iridato all’inizio di questo campionato. Ma per posizioni ben diverse per quelle alle quali erano entrambi abituati in passato.
“In Qatar abbiamo battagliato per tutta la gara nel 2017, 2018 e 2019 per fare il podio, quest’anno per il diciassettesimo e diciottesimo posto…”, spiega ai microfoni della Gazzetta dello Sport.
Secondo il pilota di Terni, c’è un preciso motivo tecnico dietro al rendimento insoddisfacente di Valentino Rossi, che ha a che fare in particolare con le nuove coperture portate dalla Michelin. “Sono cambiati i tempi ma, come per me, anche lui è sempre stato uno molto veloce con la gomma dura davanti”, spiega. “E probabilmente patisce un po’ la sensibilità dello pneumatico anteriore”.
Un altro problema per il numero 46 arriva dalle qualifiche, che hanno assunto via via una sempre maggiore rilevanza per l’esito finale del Gran Premio. Essendo Vale un campione notoriamente più in difficoltà con il giro secco al sabato, lui starebbe pagando un prezzo maggiore per questa situazione.
“Io di lui ho sempre l’opinione che sia un animale da gara e che il format della MotoGP lo abbia un po’ snaturato”, conclude Petrucci. “Vedendolo, però, può essere veloce: deve azzeccare la qualifica e poi le gare se le può giocare”.
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