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MotoGP, Joan Mir avvisa Suzuki: “Voglio un motore migliore”

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Luigi Ciamburro

Joan Mir ha vinto il titolo mondiale 2020 e ha intenzione di ripetersi. Ma servirà una GSX-RR con un pacchetto più competitivo su motore e telaio.

Joan Mir (getty images)

Nella passata stagione Suzuki ha saputo affermarsi a campione del mondo grazie alla costanza dei risultati di Joan Mir e di un lavoro di squadra impeccabile, con la realizzazione di un pacchetto equilibrato, che ha fatto della percorrenza di curva il suo asso nella manica. Grazie ad un motore non troppo potente e alla saggia calibratura del nuovo posteriore Michelin, la casa di Hamamatsu ha conquistato il titolo piloti dopo un periodo di magra durato un ventennio.

Il maiorchino si è aggiudicato il suo primo titolo in classe regina con una gara di anticipo, sul circuito di Valencia, ma non ha nessuna intenzione di fermarsi o accontentarsi. Aspetta il ritorno di Marc Marquez per mettersi in gioco e misurarsi con il più forte pilota di tutti i tempi. Ma occorre migliorare la Suzuki GSX-RR in alcune aree e Joan Mir sembra avere le idee ben chiare per poter continuare a lottare in avanti. “Voglio un motore migliore e voglio più potenza. Sarà molto importante”, ha detto lo spagnolo.

Ricorda alcuni incroci con il connazionale Tito Rabat, che ha avuto dei vantaggi sui rettilinei con la sua Ducati. “Quando vedo il mio amico Tito, dice sempre: ” La tua moto non è veloce. Recupero sempre molti metri sui rettilinei”. Si vede che la nostra moto non è la più veloce “, ha detto il nuovo campione del mondo. “La nostra moto ha diversi punti di forza. Il motore è una cosa su cui dobbiamo lavorare. Dobbiamo anche cambiare alcune piccole cose sul telaio – ha concluso Joan Mir -. Volevo più grip con il massimo angolo di piega e più trazione tutto l’anno. Dovremmo migliorare la moto in queste aree”. Ma con i motori congelati l’impresa per i tecnici di Hamamatsu sarà ben ardua.

Joan Mir (getty images)
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Luigi Ciamburro
Tags: joan mir

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