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Il medico della Clinica mobile con i malati di coronavirus: “Siamo in guerra”

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Alessandro

Il dottor Michele Zasa, responsabile della Clinica mobile del Motomondiale, è impegnato ad assistere i malati di coronavirus con il 118 di Parma

La Clinica mobile del Motomondiale (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Normalmente il suo lavoro è quello di assistere i piloti del Motomondiale in caso d’infortunio nella sua Clinica mobile. Ma in questi giorni, il dottor Michele Zasa, anestesista rianimatore, si sta occupando di questioni ben più gravi e importanti: sta infatti dando il suo supporto, come migliaia di suoi colleghi in tutta Italia, per contenere l’emergenza dell’epidemia di coronavirus.

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In prima linea sulle auto mediche del 118 di Parma, assiste i contagiati che in questi giorni continuano ad aumentare: “Ho visto tante cose pesanti nella mia vita di medico, ma qui siamo oltre”, racconta ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “Non abbiamo ancora raggiunto il picco ma la situazione è molto brutta. Siamo in guerra, e vorrei farlo capire. Ci arrivano chiamate, vai a casa della gente ed è quasi sempre per il Covid19. E i primi a rischiare sono proprio gli operatori sanitari, i volontari, gli operatori della Protezione Civile, che in pochissimo tempo hanno dovuto essere preparati a una situazione di assoluta emergenza. Vi assicuro che per tutti noi è uno stress costante e molto elevato, perché dobbiamo seguire procedure molto rigide per evitare possibili contatti con i pazienti”.

Ma, oltre al dolore, nelle parole di Zasa si legge anche la rabbia, per i troppi italiani che sembrano non rendersi conto della gravità di questa tragedia e continuano a non rispettare l’ordine di non uscire di casa: “Se solo la gente vedesse la tragedia umana di quando ci tocca prelevare qualcuno da casa e portarlo via strappandolo ai suoi familiari…”, prosegue. “Eppure nelle strade vedi gente seduta sulle panchine, che passeggia, che corre. L’Italia è diventata una nazione di podisti! Dobbiamo portarli a vedere i morti? Combattiamo contro un esercito invisibile, però tanta gente che se ne frega rischia solo di aumentare i contagi. E noi operatori sanitari siamo già allo stremo delle forze. È la terza Guerra Mondiale, la gente deve iniziare a capirlo”.

Michele Zasa, responsabile della Clinica mobile del Motomondiale (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
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