Dal Rally di Sanremo, il giovane pilota sardo racconta i suoi primi passi nel motorsport, i suoi idoli, le ambizioni per il futuro e l’esperienza con Opel Italia.
Il talento, la passione e la voglia di inseguire un sogno. Sono questi gli ingredienti che accompagnano il percorso di Valentino Ledda, giovane promessa del rallismo italiano che, in occasione del Rally di Sanremo, ha raccontato ai nostri microfoni alcuni dei momenti più importanti della sua carriera. Dalle prime esperienze vissute grazie al padre fino all’incontro con i grandi protagonisti del motorsport internazionale, il pilota sardo ha ripercorso le tappe che lo hanno avvicinato al mondo delle corse.
Non sono mancati riferimenti ai suoi idoli e alle ambizioni per il futuro, con la volontà di continuare a crescere e raggiungere traguardi sempre più prestigiosi. Spazio anche al progetto con Opel Italia, che lo vede protagonista al volante di una vettura elettrica da rally. Un’esperienza che ha cambiato la sua percezione di questa tecnologia, portandolo a lanciare un messaggio preciso soprattutto ai più giovani.
Valentino, ci racconti com’è nata la tua passione per questo sport?
La mia passione per il rally è nata quando ero piccolo. Mio papà partecipava alle gare amatoriali in Sardegna. Poi, nel 2016, sono andato a vedere il Motor Show di Bologna, dove correvano Kalle Rovanperä e Oliver Solberg. Partecipavano alla gara e sono riusciti anche a vincerla. Quando sono tornato in Sardegna mi sono detto che dovevo assolutamente fare rally, perché mi piaceva tantissimo.
Chi erano i tuoi miti quando eri ragazzino?
A livello italiano sicuramente Gigi Galli, mentre a livello mondiale il mio punto di riferimento è sempre stato Sébastien Loeb.
Hai avuto il piacere di conoscerli personalmente?
Gigi Galli sì, ho avuto il piacere di conoscerlo. Con Sébastien Loeb, invece, sono riuscito a fare una foto.
Quali sono le tue aspirazioni per il futuro? Dove vorresti arrivare?
Io punto sempre ad arrivare più in alto possibile. Per il futuro vedremo come organizzarci e quale programma stabilire per il prossimo anno. Ovviamente il mio obiettivo è quello di raggiungere il massimo delle mie possibilità, cercando sempre di dare tutto me stesso.
Quest’anno sei impegnato con Opel Italia. Ci puoi raccontare qualcosa di più su questo progetto?
È un progetto che, secondo me, presenta tantissimi aspetti interessanti, soprattutto dal punto di vista delle prestazioni e della velocità. Quest’anno, insieme a Opel Italia, sto partecipando al trofeo con la Opel Mokka GSE Rally, una vettura dalle prestazioni davvero elevate. Per me è la prima esperienza con una macchina elettrica, la mia prima stagione con questa tecnologia, ma devo dire che mi sono trovato da Dio, come si suol dire. Adesso mancano ancora due gare, compreso Sanremo, e vedremo come andrà a finire.
Sei un pilota molto giovane e stai vivendo un’esperienza importante con l’elettrico, una tecnologia che in Italia viene ancora guardata con un certo scetticismo. Quale messaggio vorresti mandare ai giovani e a chi continua ad avere dei dubbi?
Secondo me, quando si parla di elettrico, nasce spesso un certo pregiudizio. Però credo che, prima di giudicare, bisognerebbe provare.
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