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Ferrari detta la linea, gli altri inseguono: lo scarico “soffiato” accende il caso in Formula 1

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Antonio

Sei team copiano la soluzione Ferrari sullo scarico, ma la FIA valuta lo stop: tra vantaggi aerodinamici e polemiche, esplode il dibattito.

Nel paddock di Miami non si parla d’altro: la Ferrari ha acceso una nuova rivoluzione tecnica, e come spesso accade in Formula 1, gli avversari non sono rimasti a guardare. Ben sei squadre — Mercedes, McLaren, Red Bull, Alpine, Williams e Cadillac — si sono presentate con interpretazioni più o meno dichiarate di quella che molti definiscono una “scopiazzatura” dello scarico soffiato introdotto dal Cavallino.

Ferrari (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

Il tutto nasce da una lettura piuttosto elastica dell’articolo C3.9.2 del regolamento tecnico FIA, che ha aperto uno spiraglio sfruttato rapidamente dai team. Quello che sulla carta dovrebbe essere un semplice supporto dello scarico si è trasformato in qualcosa di ben diverso: un piccolo profilo aerodinamico capace di indirizzare i gas caldi del motore verso l’ala posteriore e il diffusore.

Un’idea Ferrari, ma difficile da replicare davvero

Va detto però che il concetto visto sulle altre monoposto è solo una lontana imitazione. La soluzione originale Ferrari, sviluppata durante i test in Bahrain, è molto più sofisticata. La SF-26 è stata progettata fin dall’inizio attorno a questo sistema, con un retrotreno completamente rivisto per integrare il flap posizionato dietro lo scarico.

Questo dettaglio non è secondario: mentre gli altri team hanno adattato componenti esistenti, la Scuderia ha costruito un vantaggio strutturale. Il risultato? Un incremento significativo dell’efficienza aerodinamica, soprattutto nella gestione dei flussi al posteriore.

Certo, non è tutto oro quello che luccica. Alcuni tecnici sostengono che questa soluzione comporti una perdita di circa 13 kW di potenza della power unit. Un dato che, nella realtà, sembra essere più contenuto — poco più della metà — e che viene ampiamente compensato da un guadagno stimato tra i quattro e i cinque decimi al giro.

Il ruolo del cambio e il vantaggio nascosto

Uno degli elementi chiave del progetto Ferrari è il ripensamento completo della trasmissione. Il differenziale è stato spostato più indietro per rispettare i vincoli regolamentari che consentono l’utilizzo di ali entro i 60 mm dall’asse posteriore.

Questo dettaglio ha fatto la differenza: solo Haas, utilizzando la stessa trasmissione della SF-26, è riuscita ad avvicinarsi realmente al concetto sviluppato dagli ingegneri Diego Tondi e Franck Sanchez. Gli altri team, invece, si sono limitati a soluzioni di compromesso, trasformando un supporto in un elemento aerodinamico, ma senza raggiungere lo stesso livello di integrazione.

La FIA osserva… e prepara lo stop

Di fronte a questa proliferazione tecnica, la FIA non è rimasta indifferente. Dopo aver inizialmente concesso la conformità delle soluzioni, la Federazione sta ora valutando un possibile divieto dello scarico soffiato a partire dal 2027.

Secondo indiscrezioni provenienti da The Race, il tema sarà discusso nelle prossime riunioni con i direttori tecnici. Tuttavia, non potendo invocare motivi di sicurezza per un intervento immediato, servirà una maggioranza qualificata tra i team per modificare il regolamento.

Il timore principale è chiaro: evitare un’escalation tecnica legata al sistema noto come Flick Tail Mode, che rischierebbe di far lievitare i costi in modo significativo.

Non sarebbe la prima volta. Il precedente più vicino è quello del DAS Mercedes, vietato nel 2021 dopo una sola stagione. E tra le possibili vittime future c’è anche un’altra intuizione Ferrari: il flap montato sul supporto dell’Halo, già sotto osservazione.

In Formula 1, innovare è sempre un equilibrio delicato tra genialità e regolamento. Ferrari, ancora una volta, ha spostato l’asticella. Ora resta da capire se gli altri riusciranno a raggiungerla… o se sarà la FIA a riportarla più in basso.

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