La Ferrari vive un momento eccezionale sul piano commerciale, e raramente abbiamo sentito parlare di richiami associati al Cavallino. Ora però c’è un serio rischio che riguarda alcune supercar di Maranello.
Uno dei grandi mali del mercato dell’auto attuale è legato alla scarsa affidabilità che colpisce le vetture, generando una serie continua di richiami. I brand che ne risultano essere più colpiti sono la Ford, la Tesla, ma anche colossi di General Motors negli USA. Tuttavia, anche i produttori di supercar non sono esenti da problematiche, e dopo il caso delle Lamborghini andate a fuoco, c’è anche la Ferrari sotto accusa, con un avviso immediato ai clienti di non mettersi al volante di alcune supercar.
La Ferrari ha sempre prodotto auto super affidabili e che raramente finiscono coinvolte in campagne di richiamo, ma questa volta pare essere cambiato qualcosa. Nello specifico, secondo quanto riportato dal sito web “Carscoops.com“, alcune vetture sarebbe ritenute molto pericoloso ed i proprietari non devono mettersi ai comandi, perché il problema è molto serio e ci sono seri rischi per l’incolumità di chi guida. Andiamo a scoprire quali sono le supercar del Cavallino sulle quali si dovrà intervenire alla svelta.
Secondo la fonte sopracitata, sono sei le Ferrari 296 che sono state richiamate, per via di un preoccupante rischio incendio. Il problema origina da una possibile perdita d’olio, che andrebbe ad esporre le supercar spinte dal motore V6 biturbo Plug-In Hybrid al divampare delle fiamme. La casa di Maranello ha subito avvisato i proprietari di non mettersi al volante e di attendere ulteriori istruzioni. Va sottolineato che le vetture coinvolte sono state vendute sul mercato americano, e che i clienti europei ed italiani non devono preoccuparsi, almeno per il momento.
Andando nel dettaglio, il problema riguarda quattro 296 GTB e due 296 GTS, vale a dire la versione spider della supercar lanciata sul mercato nel 2021. Tutte e sei le Ferrari colpite dal problema sono state prodotte e vendute nel 2025. Il guasto è legato ad un servaggio troppo lento del dato che fissa il collegamento del filtro dell’olio sui tubi di alimentazione dell’olio del turbocompressore. A Maranello dovranno trovare una rapida soluzione.
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