La Scuderia modenese sta attraversando l’ennesima crisi della sua recente storia nel circus. Nel corso di questa annata è stato fatto un errore clamoroso.
In Formula 1 la macchina conta tanto, oggi forse tutto per ambire alla gloria, come dimostrano gli insuccessi della Ferrari nel campionato 2025, ma dietro alla creazione di una monoposto vincente ci sono menti, mani e personalità con un cuore. L’ambizione di arrivare ai piani alti, la voglia di superare i limiti, il desiderio di lasciare il segno, sono tutte azioni che hanno poi un riflesso nella creazione di un mezzo meccanico altamente aerodinamico che incarna l’anima dell’intera squadra.
In Ferrari oggi c’è realmente una unione di intenti per arrivare al massimo traguardo? Certo, Leclerc da 7 anni vorrebbe lottare per il titolo piloti e Lewis Hamilton è arrivato a Maranello per inaugurare una terza fase (forse l’ultima) della sua carriera, ma sono circondati da uomini straordinari? C’è un leader in grado di fare la differenza in un oceano di squali? La risposta, cari tifosi, la conoscete già. Il pesce puzza dalla testa e la dirigenza della Casa modenese è sempre più distaccata dal racing.
Ogni anno si fanno grandi proclami su possibili ed eventuali titoli da inseguire, ma nella sostanza non c’è la basilare conoscenza della materia. Elkann e Vigna non potrebbero essere più distanti dalle dinamiche della pista e Frederic Vasseur, ai massimi livelli, non ha dimostrato nulla, se facessimo un confronto con pesi massimi come Wolff della Mercedes, Stella e Brown della McLaren, o Horner ex Red Bull Racing.
Il problema principale parte dalla presidenza. Un tempo la Scuderia vinceva grazie al metodo Montezemolo, che aveva ereditato i paradigmi da Enzo Ferrari e li aveva applicati sfruttando la sua competenza e la sua passione. John Elkann è in grado di valutare le capacità di un tecnico? Aveva mai discusso con un pilota prima dell’approdo in Ferrari? Certo, con suo nonno avrà fatto dei giri nel Paddock, stretto qualche mano e rilasciato delle interviste sulle sue sensazioni, ma questo aspetto è molto diverso. Un pilota, persino quello con più vittorie della storia della F1, non avrebbe mai fatto da solo la differenza.
Dopo Binotto, Vasseur è riuscito a fare addirittura peggio. L’errore principale è stato il rinnovo a campionato in corso del team principal francese. Dopo gli sviluppi portati a Spa la Rossa si è seduta, metaforicamente ai box, ed è stata superata tecnicamente da Mercedes e Red Bull. Intanto, la McLaren ha celebrato già il suo decimo riconoscimento costruttori della sua storia, mentre in Ferrari sono corsi ai ripari con il solito motto: “Si penserà a vincere l’anno prossimo”.
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