La Ferrari esce male anche da Budapest, un tracciato, sulla carta, molto favorevole. Charles Leclerc è molto pessimista per il futuro.
Una Ferrari deludente si avvia verso il Gran Premio del Belgio, che si terrà in questo fine settimana sul tracciato di Spa-Francorchamps. Charles Leclerc ha chiuso al quarto posto il GP di Ungheria, con Carlos Sainz sesto e penalizzato da una brutta partenza. In sostanza, i due alfieri del Cavallino si sono scambiati le posizioni rispetto alle qualifiche, ma è chiaro che si tratta dell’ennesimo fine settimana deludente, alla luce anche dei risultati della concorrenza.
Infatti, con una Red Bull in grande difficoltà, doveva esserci la SF-24 davanti a tutti, ed invece, la McLaren ha festeggiato una strepitosa doppietta, e sul podio c’è anche la Mercedes, con un Lewis Hamilton mai domo ed in grandissima forma in questa fase del campionato. Il team di Woking, dopo una lunga rincorsa, ha così sorpassato la Ferrari nel mondiale costruttori, ed ora punta dritto al sogno iridato, che vista la competività della MCL38 non è affatto inarrivabile.
La Ferrari era arrivata a Budapest carica di speranze, cosciente che su una pista di questo tipo, che è la più somigliante a Monte-Carlo in tutta la prima parte di stagione, si sarebbe potuto far bene. Ed invece, se togliamo l’ottimo stint su gomme Dure svolto da Charles Leclerc, la SF-24 si è mestamente confermata la quarta forza in campo, lontana anni luce dalla McLaren che è ormai una forza dominante.
Dopo la fine della gara, Leclerc ha dato sfogo a tutta la propria delusione, facendo capire che non ci sono soluzioni per risolvere le problematiche che affliggono la SF-24: “La chiave è sempre capire quali siano i tuoi problemi. Abbiamo fatto lo stesso lavoro dello scorso anno, ottenendo dei dati ben precisi. Purtroppo, lo scorso anno avevamo maggiori soluzioni per risolvere i problemi, cosa che quest’anno non è invece possibile“.
L’alfiere di casa Ferrari ha poi rincarato la dose: “Guardando alla situazione attuale, non c’è qualcosa che possiamo mettere in macchina per risolvere i nostri problemi, mi dispiace dirlo, ma credo che avremo bisogno di diverso tempo per riuscirci. Credo che il podio a Budapest fosse possibile, il passo c’era, ma non dobbiamo comunque scordarci che questa è una pista particolare, dove è sempre stato molto difficile sorpassare“.
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