La Ferrari è uscita malissimo dal Canada, ed ha bisogno di reagire a Barcellona, dove si correrà tra una settimana. Ecco l’arma del riscatto.
Il mondiale di F1 si prende un fine settimana di pausa prima di tornare in Europa, con il Gran Premio di Spagna di domenica prossima che sarà uno snodo cruciale per questa stagione. La Ferrari è uscita con zero punti dal Gran Premio del Canada, dove, sulla carta, era data addirittura per favorita, vista la presenza di tanti cordoli e di curve dalle quali è importante uscire con tanta trazione, aspetti che a Monaco erano stati fondamentali nella vittoria di Charles Leclerc.
Ed invece, per la Scuderia modenese si è trattato di un vero e proprio fiasco, con entrambi i piloti ritirati, che in qualifica erano stati eliminati in Q2, uno scenario che nessuno si sarebbe potuto attendere. La Ferrari era più lenta anche della Williams e della Racing Bulls, oltre a vedere con il binocolo gli altri top team. Dopo una disfatta di tali proporzioni, sarà importante reagire subito, ed a Barcellona è prevista una novità importante.
Frederic Vasseur aveva parlato, dopo il trionfo di Monte-Carlo, di quelli che sarebbero stati i prossimi sviluppi sulla SF-24, facendo intendere che Silverstone sarebbe stata la tappa ideale per presentare il nuovo pacchetto. Tuttavia, secondo quanto riportato dal sito web “Formu1a.uno“, in Spagna potrebbe già arrivare il nuovo fondo, andando così ad anticipare di qualche settimana un componente fondamentale per queste auto ad effetto suolo.
Tramite il nuovo fondo, si inseguono due obiettivi non facili da centrare, ovvero l’incremento dell’efficienza e del carico aerodinamico, cercando quell’equilibrio che, negli ultimi anni, è sempre mancato alla casa di Maranello. In fabbrica si lavora a ritmi molto sostenuti, perché il target è quello di portare in Spagna tre nuovi fondi, uno a testa per Charles Leclerc e Carlos Sainz ed uno di ricambio, da utilizzare in caso di danni o problemi sugli originali.
Secondo i dati che sono emersi, la Ferrari si aspetta di guadagnare circa 10 punti in più sul fronte del carico aerodinamico, uniti ad un passo in avanti notevole sul fronte dell’efficienza. Il tutto si dovrebbe tradurre in circa 2 decimi al giro di miglioramento, ma è chiaro che il responso della pista è quello che andrà valutato. A Maranello, in ogni caso, non c’è alcuna intenzione di mollare.
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